?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
Lu campo di girasoli
Lu campo di girasoli
Andrej Longo 
blank
Romanzo, Italia 2011
186 pp.
Prezzo di copertina € 16
Editore: Adelphi , 2011
ISBN 978-88-459-2608-2


Adelphi

Due ragazzi innamorati, un giovane prepotente e senza scrupoli, due uomini di mezza età che si improvvisano rapinatori, un padre di famiglia che, per paura di perdere il lavoro, china il capo e subisce qualsiasi angheria, una donna che per il suo uomo è pronta a tutto, un immigrato di colore senza permesso di soggiorno, i soldi che "s'accattano tutto", la violenza cieca del branco, le vigliaccherie e gli eroismi di gente comune. Tutto questo in un paese del nostro meridione, e, sullo sfondo, la forza dirompente della musica.

naldina naldina naldina naldina naldinagrigio

Lu campo di girasoli: Sognafuturo

A lu campo di girasoli Caterina aviva pazziato da piccinna a nasconnerello e rubanniera. Ma lu juoco ca chiù ci piaceva a essa e a la cugina era sognafuturo. A sognafuturo Pina si spusava un re... Caterina invece nun lo sapeva a chi vuleva. Una vota lo sunnava marinaio che se la portava ncopp'a nu veliero, na vota cavaliere ca se n'asceva da dint'a li pagine di nu romanzo pì difennerla da li pericoli, e la vota appriesso era nu pittore, ca cu li pennielli disegnava nu munno spiciale soli pì essa.

Non ricordo chi l'ha detto, né dove né quando, ma si trattava di certo di un illustre critico letterario, il quale, attraverso un'ampia disamina della letteratura mondiale, dagli albori ai giorni nostri, sosteneva che gli schemi narrativi siano sostanzialmente sempre quelli, tre o quattro al massimo. Come dire che se non è l'Iliade è l'Odissea, e se non sono né l'Iliade né l'Odissea sono i Promessi Sposi.
Mi scuso in via preliminare per l'estrema sintesi che, inevitabilmente, approda alla superficialità e al pressappochismo, ma spero che comunque il senso del discorso non sia andato perso.
Che si trattasse solo di una provocazione o c'era in quella tesi qualcosa di vero?
Ho appena finito di leggere Lu campo di girasoli di Andrej Longo e, in effetti, qualcosa dei Promessi Sposi c'è.
Caterina e Lorenzo sono giovani, belli, innamorati, e naturalmente poveri; si sono conosciuti alla festa del Santo Patrono e non si sono più lasciati. Un amore ingenuo e appassionato il loro, che fa tenerezza.
Ma Rancio Fellone ha messo gli occhi su Caterina. Lui è il cattivo di turno, ricco e potente, abituato a prendersi quello che vuole perché "li denari s'accattano tutto". I sentimenti non sono in vendita? Rancio Fellone non si fa scrupolo a usare la forza. E non mancano nemmeno 'i bravi' al suo servizio.
La storia si tinge di giallo, non per niente siamo in un campo di girasoli, e dunque meglio non aggiungere troppi dettagli, diciamo solo che intervengono altri due personaggi, Dummenico e lu Professore, che sembrano presi di sana pianta da "I soliti ignoti" con Totò. La miseria è una cattiva compagna, e anche persone oneste possono essere indotte a organizzare una rapina.
Nel tratteggiare i personaggi Andrej Longo, forse di proposito, non indulge in sottigliezze psicologiche e sembra voler dividere l'umanità nettamente in buoni e cattivi, senza troppe sfumature. Solo due personaggi minori, i genitori di Caterina, risultano più complessi, combattuti interiormente tra i propri valori, cui vorrebbero rimanere fedeli, e la paura di fronte al sopruso, alla prepotenza del potere economico e politico.
Senza i toni accesi della denuncia, Andrej Longo ci fa toccare con mano una realtà difficile, scomoda, che tutti conosciamo ma che a volte fingiamo di non vedere, o che rischiamo di subire.
Il quadro generale che fa da sfondo a tutta la vicenda rimanda alla provincia meridionale, anche in virtù della lingua originalissima che l'autore utilizza e che nasce dalla commistione di dialetti diversi del Sud. In realtà il discorso ha una valenza universale, e universale è il messaggio che traspare dalle parole di Dummenico:
"Io credo ca si nu cristiano è convinto ca stace pinzanno lo justo, poi sto justo ca va pinzanno l'ha da fà, picché si no furnesce ca lo bello de la vita si confonne, e issu nun sape chiù comu riconoscerlo".
Ma non è qui che troviamo la cifra distintiva del romanzo di Andrej Longo, piuttosto nella diffusa malinconia che traspare da tante pagine, e dalle parole di quella canzone, triste e bellissima, che illumina tutto il libro:
"M'aggi faci na canzuni pi chi nun conta niente.
M'aggi faci na canzuni pi chi nun tene denari,
pi chi nun tene ammore ma sulamente pinzieri,
pi chi nun tene forza di lottare,
e pi chi s'è perso lu vulìo di sognare".


Giancarlo Montalbini  (15-01-2011)

Leggi tutte le recensioni di Giancarlo Montalbini


Vota il libro!
La media è 5.0 (1 voto )
 

Dello stesso autore
Più o meno alle tre
Adelante
Dieci
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom