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Il Generale
Il Generale
Ulderico Munzi 
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Biografia, Italia 2009
300 pp.
Prezzo di copertina € 18
Editore: Angelo Colla , 2009
ISBN 9788889527252


Angelo Colla

Mario Roatta nasce a Modena nel 1887. Nel '27 diventa addetto militare all'ambasciata italiana di Varsavia e in questo periodo viaggia in molte capitali europee. Nello stesso anno in cui Hitler va al potere viene nominato capo del Servizio Informazioni Militare (SIM). Durante la guerra civile spagnola viene inviato in Spagna al comando dei volontari italiani che combattono al fianco di Francisco Franco. Nel '43 è tra le alte cariche dell'esercito che fugge da Roma assieme al re. Un anno dopo viene arrestato, processato e condannato per l'assassinio dei fratelli Rosselli. Nel '45 evade dall'ospedale militare e scappa in Spagna. Con l'avvento della Repubblica gode della prima amnistia regalata da Togliatti e nel '48 è prosciolto da ogni accusa. Torna a Roma nel '66 e muore due anni dopo.

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Il Generale: Un moderno uomo dell'ombra

"Pippo, apri la finestra", disse Ciano. "Mi angoscia persino la sua acqua di colonia". Improvvisamente domandò: "Quante persone ha ammazzato il nostro generale?" "Penso nessuna. Lui non si sporca le mani, le fa sporcare agli altri... noi compresi".

Munzi racconta nel suo libro la figura del generale Mario Roatta, un uomo difficile da catalogare, un eroe negativo per molti e dalla raffinata intelligenza per altri. Amava definirsi un militare dell'esercito che agiva da militare. Univa grandi qualità diplomatiche a spietatezza e duplicità. Capo del Sim nel '34 può essere considerato correttamente il creatore dell'intelligence che ha ispirato gli americani nella concezione della CIA. Mario Roatta, personaggio peraltro controverso in tutta la storiografia viene trattato dall'autore come un protagonista di novel, quindi in modo informativo, veritiero e verosimile senza esprimere giudizi di sorta. L'attenzione ricade volutamente sugli aspetti dell'eroe negativo con l'intento di renderlo affascinante agli occhi degli italiani. Leggendo il libro infatti l'impressione che il lettore ha di Roatta è proprio quella di un militare rispettoso dell'etichetta e dell'onore, abituato a "sporcarsi le mani" in nome di un interesse superiore per la Patria, che partecipa suo malgrado agli episodi più bui del fascismo, come la fuga dei reali da Roma, ma che conserva positivamente la sua integrità. "In francese c'è una bella espressione: essere un grand commis de l'État. Essere ad alto livello al servizio dello Stato e per di più, nel suo caso, essere al servizio della sua identità militare. Era un soldato. Non aveva colori politici o di altro genere. Come se fosse sceso da un altro pianeta". Forse per questa sua integrità ma anche perché a conoscenza di segreti scomodi è uno dei pochi protagonisti del fascismo che viene processato e condannato nel dopoguerra. Roatta resta una figura ingombrante anche da morto. E' stato infatti sepolto nell'anonimato più assoluto senza clamore giornalistico tanto che la sua lapide riporta un nome fittizio. Un libro interessante che merita un'attenta lettura poiché, sia pur in modo romanzato, racconta alcune delle vicende più buie e cupe del fascismo dal punto di vista dei protagonisti. Nel bene o nel male Mario Roatta ha fatto storia.

Laura Laera  (15-01-2011)

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