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Cioccolato e pistacchio
Cioccolato e pistacchio
Chiara Lico 
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Romanzo, Italia 2011
143 pp.
Prezzo di copertina € 14
Editore: AlacrÓn , 2011
ISBN 978-88-6361-030-7


AlacrÓn

L'amicizia e la solidarietÓ femminile riscattano la vita di due donne, vittime di maltrattamenti e violenza sessuale.

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Cioccolato e pistacchio: La solidarietÓ, una risposta alla violenza

Insomma, alla fine restano solo le botte, i segni, i lividi documentati e i giorni di mancato lavoro. La paura deve restare a me. Il dolore deve restare a me. Le angosce, l'ansia e l'impossibilitÓ di tornare a vivere, Ŕ tutto a carico mio.

Di notte una coppietta in macchina viene aggredita da un gruppo di balordi. Vengono picchiati selvaggiamente e lei ripetutamente violentata. Portati tramortiti all'ospedale i medici riescono a salvarli. Guariscono dopo una lunghissima convalescenza, ma non sono le stesse persone di prima. Lei ha un altro volto per le ricostruzioni facciali e sull'intero corpo si allunga una linea di cicatrici; pensa di tornare a vivere con un'altra identitÓ, prende un nuovo nome e cerca un altro lavoro. Nonostante le apparenze la violenza non la lascia e i ricordi di quella interminabile notte sono incursioni devastanti durante la giornata. Nessun medico ed assistente sociale, nessun tribunale potrÓ ridarle la sua esistenza.

Non Ŕ facile scrivere sulla violenza delle donne eppure Chiara Lico ci riesce con il suo stile luminoso e cupo, leggero e pesante. La voce narrante Ŕ quella della donna violentata che si racconta con dettaglio usando descrizioni e annotazioni letterarie, retaggio del suo lavoro da meastra. Racconta del suo nuovo quotidiano, una stanza ammobiliata in una casa presa in affitto con delle universitarie alla periferia di Roma, un lavoro scacciapensieri da commessa in pieno centro e un nuovo fidanzato. Poi c'Ŕ la famiglia: una sorella affettuosa e una madre scioccata dalla violenza sulla figlia. Poi c'Ŕ l'altra di esistenza, che si Ŕ spenta quella notte: il rapporto felice con il fidanzato anche lui aggredito, gli alunni e la scuola, la passione per la piscina (ora con il corpo segnato la pu˛ soltanto sognare).

Nel grigiore del suo nuovo quotidiano incontra Mihela, un'altra donna vittima di violenza fisica e morale. E' rumena e fa la prostituta. Superata l'iniziale diffidenza entrambe vogliono riscattarsi dal loro destino e chiedono il ricongiungimento del figlio di Mihela, malato, dando a qual bambino una possibilitÓ di vita. Ci piace concludere con questo pensiero-desiderio della protagonista "E poi devo insegnargli l'italiano, la grammatica soprattutto. Senza grammatica non si va da nessuna parte. A undici anni gli comincio l'analisi logica".



Claudia Savarese  (15-01-2011)

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