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La morte al cancello
La morte al cancello
Gianni Simoni 
blank
Giallo, Italia 2011
374 pp.
Prezzo di copertina € 12
Editore: TEA , 2011
ISBN 978-88-502-2317-6


TEA

Un romanzo poliziesco che si svolge nella città di Brescia. Tre efferati delitti senza un'apparente causa in comune. Sarà dura l'indagine per il commissario Miceli e per l'ex giudice Petri.

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La morte al cancello: Una foto compromettente

Partirono dal luogo in cui erano stati trovati i due cadaveri. Alle dieci del mattino la zona pulsava di vita. I pochi barboni che vi avevano dormito erano spariti come d'incanto.

Un'intricata indagine poliziesca, che si svolge nella fredda quanto inquietante città di Brescia, è alla base del romanzo La morte al cancello, composto da Gianni Simoni, ex magistrato. Una professione posta al centro di questo interessante e raffinato giallo, giacché è nella costante collaborazione di un ex giudice e di un commissario al limite della pensione che sta la chiave per la risoluzione del caso. Del doppio caso, poiché sono due gli efferati crimini che metteranno a dura prova le capacità investigative della squadra coordinata dal commissario Miceli, coadiuvato per l'occasione dall'ex giudice Petri. Delitti consumati nell'ombra tenebrosa di una Brescia autunnale, nella quale si incrociano i destini di due senzatetto e di una donna appartenente all'alta borghesia. In una fredda notte di ottobre, in un esclusivo quartiere residenziale viene rinvenuto il corpo senza vita di una giovane donna. Il suo volto è stato sfigurato da ben tre colpi di pistola sparati a bruciapelo. La vittima risulta poi essere la moglie di un noto medico. Pochi giorni dopo, all'estrema periferia della città, in un sobborgo assai squallido vengono scoperti i cadaveri dei due senzatetto, la loro morte ha tutta l'apparenza di una doppia esecuzione. Due casi scottanti per il commissario Miceli, perché rischiano di attirare troppo l'attenzione pubblica. Due indagini delicate - specialmente quella riguardante l'omicidio della moglie dell'influente medico - che non trovano appigli, almeno nella prima fase delle investigazioni. E se il primo delitto sembrerebbe opera di un killer su commissione, l'atroce esecuzione dei due poveracci risulta senza causa apparente. Sarà solo in seguito ad un accurato quanto meticoloso lavoro della polizia ben assistito dalle sofisticate elucubrazioni e dalle indagini solitarie dell'ex giudice Petri, che si troverà una chiave di svolta. Non si vuole aggiungere altro all'affascinante trama, se non sottolineare che la soluzione dell'enigma avrà un colpo di scena finale. La scrittura di Gianni Simoni scorre piacevolmente, così come gli eventi narrati. Brescia viene da lui raffigurata nella sua doppia valenza di città elegante e borghese quanto dozzinale e violenta, ma si rileva anche che l'autore ha voluto rappresentare una metropoli ricostruita a sua immagine. Il punto di forza del bel romanzo noir sta nell'accurata descrizione delle varie fasi dell'indagine, nella quale i ruoli degli investigatori sono ben distinti e coordinati dalle sapienti capacità del commissario Miceli e dalle altrettanto sagaci facoltà deduttive di Petri. E proprio nella stima e simpatia reciproca tra l'ormai pensionato giudice e il quasi coetaneo commissario sta quel quid che dà spessore al racconto. Una interessante opera narrativa di provincia che fa da contraltare alle troppo sfruttate indagini contemporanee in stile pulp.

Roberto Barzi  (15-01-2011)

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