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L'opzione nucleare in Italia
L'opzione nucleare in Italia: quali prospettive?
AA.VV. 
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Saggio, Italia 2009
262 pp.
Prezzo di copertina € 16,50
Editore: Barbera , 2009
ISBN 9788878992580


Barbera

Sull'onda della discussione nata dalle proposte di ritorno dell'energia nucleare in Italia, l'AIEE faceva uscire nel 2008 questa raccolta di contributi provenienti dal mondo dell'università, della politica e delle associazioni. L'intento dichiarato era quello di intervenire nel dibattito nazionale fornendo delle informazioni oggettive ed imparziali sull'argomento.

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L'opzione nucleare in Italia: Il mondo prima di Fukushima

E' ragionevole sostenere che non solo un incidente di questo genere non potrebbe essere successo in occidente, ma anche che non potrebbe succedere più da nessuna parte del mondo nel futuro.

L'incidente (se vogliamo chiamarlo così) di Fukushima si è abbattuto come un macigno sull'ormai pluridecennale dibattito sull'utilizzo delle tecnologie nucleari per la produzione dell'energia elettrica, lasciando dietro di sé più di una vittima. Tra le tante questo volumetto, uscito nel 2008 con l'obiettivo di iniettare nel neonato dibattito sul ritorno al nucleare nel nostro Paese una salutare dose di informazioni fattuali, da contrapporre alla grande emotività che da sempre caratterizza questo tipo di argomenti.Il riferimento sotteso è ovviamente all'impressione suscitata sull'opinione pubblica in Italia dall'incidente (se vogliamo chiamarlo così) di Chernobyl, che portò all'uscita tramite referendum del nostro Paese dal club dell'energia atomica. Una scelta irrazionale, e regola vuole che le scelte irrazionali siano da evitare, specialmente quando riguardano scelte strategiche in cui i fattori da tenere presenti sono molti e niente affatto di immediata comprensione. L'opzione nucleare in Italia, fornisce un ventaglio di opinioni diverse, schierate per e contro il ritorno delle centrali nucleari e che hanno i comune un approccio tecnico economico che, non a caso, definisce sindrome (di Nimby) il terrore istintivo che l'energia atomica suscita. E poi l'incidente che non si ripeterà nel futuro perché figlio di una congiunzione di circostanze talmente improbabile da essere praticamente impossibile si ripete dopo soli 25 anni, con conseguenze che è ancora impossibile valutare completamente. E allora viene da chiedersi se la regola delle scelte emotive non abbia in questo caso un'eccezione e se le proiezioni sull'andamento del mercato dell'uranio, sui costi di costruzione, le valutazioni sull'impatto delle centrali sulle bollette degli utenti non siano loro una sindrome.

Marco Dellantonio  (15-01-2011)

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