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Terremoti spa
Terremoti spa
Antonello Caporale 
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Inchiesta, Italia 2010
205 pp.
Prezzo di copertina € 17,50
Editore: Rizzoli , 2010
ISBN 978-88-17-04476-9


Rizzoli

Un'inchiesta giornalistica che svela i retroscena e gli scandali politici, economici e sociali che accompagnarono i sisma susseguitisi nell'ultimo trentennio.

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Terremoti spa: W i terremoti

Non sempre la scena è così profonda e devastata. A San Giuliano di Puglia, ventidue anni dopo l'Irpinia, hanno realizzato il terremoto per decreto, indotto compulsivamente i muri a crepare, i soffitti a bucarsi. Hanno chiuso le porte di casa e le hanno trasformate in macerie. Cumuli di pietra ope legis, da trasportare in discarica.

E' un percorso accidentato, insidioso e contorto quello su cui ci conduce il giornalista Antonio Caporale nel suo libro-inchiesta Terremoti spa. Tormentato, così come può esserlo l'animo di un ragazzo che è testimone di un disastro immane: il terremoto dell'Irpinia avvenuto il 23 novembre 1980, nel quale scomparvero due suoi amici, oltre alla casa di famiglia. E' proprio da questa fosca data che iniziano le peregrinazioni archivistiche dell'autore, da un luogo all'altro dell'Italia disastrata dai terremoti che si sono susseguiti da allora, alla ricerca di testimonianze sui primi soccorsi e sulle successive ricostruzioni del territorio, riedificazioni che, se da un lato ridiedero la speranza di un'abitazione agli sfollati, dall'altro furono soprattutto causa di ruberie e sprechi, attestati in questo volume da una attenta documentazione e da un'altrettanta avveduta ricostruzione politico-sociale sui vari fattori che portarono allo stravolgimento di ogni principio morale. Una denuncia forte, quella lanciata dal saggista, con numerosi precedenti riscontri da parte di commissioni parlamentari e della Corte dei conti, che però testimoniavano soltanto una parte di verità storica. Caporale, invece, ha condotto una ricerca a trecentosessanta gradi tramite un'inchiesta che scava a fondo, fino alle radici stesse del fenomeno. Prendendo avvio dalle scosse mortali dei terremoti è giunto perfino a documentare come sono cambiati, in peggio, i territori martoriati dal disastro ambientale dopo i vari interventi di riedificazione e sviluppo. Ricostruzioni e crescite economiche che solo in minima parte procurarono una nuova casa e qualche sollievo di misura sociale alle sinistrate popolazioni dei dopo terremoti. Caporale ha infatti calcolato che solo il 50% dei fondi stanziati dallo Stato furono utilizzati per la riedificazione dei centri distrutti. L'altro 50% fu spartito fra le forze politiche che governavano questi territori, gli addetti ai lavori, le imprese edilizie e le varie mafie "interessate" alla ricostruzione. Insomma, un mix fra politica "assistenziale" - la quale vedrà premiati i suoi maggiorenti con incarichi di governo -, imprese edili - in alcuni casi al limite del fallimento -, che continuando ad aumentare i preventivi iniziali divennero in un breve spazio di tempo ricche e potenti, industriali d'assalto che fecero edificare a spese dei contribuenti fabbriche su territori montani - il più delle volte inagibili, per cui si doveva provvedere alla creazione di nuovi collegamenti tramite strade e viadotti - che nel giro di pochi anni chiusero i battenti dichiarando fallimento e la mafia che, grazie al cosiddetto "movimento terra", non solo speculò sulle calamità, ma riuscì a riciclare denaro sporco. In conclusione, per molti il terremoto è un affare da sapere sfruttare a fondo sia per scopi politici e di potere, sia soprattutto finanziari, con danni duraturi per delle popolazioni severamente colpite che, nel giro di pochi anni, videro sconvolte le proprie condizioni sociali, economiche ed esistenziali. Ma non solo, visto che le varie ricostruzioni dissestarono drasticamente interi territori, causando non solo danni al paesaggio ma scompaginando a fondo la loro stessa struttura geologica ed ecologica.
Tutto ciò e molto altro è descritto con dovizia di particolari e per mezzo di accurate documentazioni da Antonello Caporale. Questo saggio-denuncia vuol essere dunque non solo una testimonianza di prima mano, ma soprattutto un monito a non ripetere gli stessi errori e, soprattutto, a non approfittare più delle disgrazie altrui.


Roberto Barzi  (15-01-2011)

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