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Il signor Mario, Bach e i settanta
Il signor Mario, Bach e i settanta
Davide Longo 
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Romanzo, Italia 2011
58 pp.
Prezzo di copertina € 6
Editore: Keller , 2011
ISBN 978-88-89767-20-7


Keller

Luglio 2009: cinque giorni per un Trekking Musicale sulle Dolomiti del Brenta, organizzato nell'ambito del Festival I suoni delle Dolomiti. Hanno partecipato settanta persone, accompagnate dalle guide, assieme al celebre violoncellista Mario Brunello e a Cesare Maestri, uno dei nomi storici dell'alpinismo mondiale. Questo è il resoconto di quell'esperienza vissuta attraverso gli occhi di un bambino.

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Il signor Mario, Bach e i settanta: La magia della montagna e della musica

Il signor Mario ha suonato la prima suite, poi la terza e la sesta, una dietro l'altra, senza parlare. Ascoltando ho rifatto tutta la strada: il sentiero nei prati, poi la salita tra le rocce e il Campanile Basso, e mi sono accorto che il signor Mario ci aveva accompagnati nella musica come le guide ci avevano accompagnati nelle montagne.

"Suo fratello quando aveva quindici anni è caduto in slitta e si è rotto una gamba, ora è zoppo; suo zio ha perso un occhio per via del ramo di un albero che stava tagliando. Quando sono usciti di casa non sapevano che quel giorno la loro vita avrebbe preso un'altra direzione. Ciascuno ha fatto i propri incontri e questo è quello toccato a lui".
Qual è l'incontro che cambia la vita del nostro uomo?
Lui è un cacciatore e ha sparato a un camoscio. Lo sente morire sotto le sue dita, e solo le montagne sono testimoni del suo smarrimento. Le montagne, che conosce così bene, gli si mostrano in una luce nuova.
"... un muro di roccia blu. Allunga una mano e la tocca. E' fredda e irregolare. Non c'è ragione di farlo, pensa. Ma le sue mani hanno già trovato un appiglio e le dita lo provano. Quando ne sono sicure, l'uomo stacca un piede da terra per andare a cercare una fessura dove posarlo. Una piccola vertigine si aggrappa alle sue spalle e lo tira verso il basso. Ha la tentazione di cederle, ma poi porta una mano in alto, il piede, l'altra mano, e in quel momento sente di appartenere a qualcosa di nuovo e di ignoto che con lui sta per cominciare".
Chi non ha mai arrampicato non può capire.
Nemmeno sua moglie capisce.
"Il pastore della malga ti ha visto andare sulle montagne, dice la donna, e anche altri ti hanno visto. Dicono che sei diventato matto. I bambini alzano il viso dal piatto e osservano il padre. L'uomo comincia a mangiare. Dice ai bambini di mangiare anche loro. Obbediscono. La donna tiene le mani sul tavolo e fissa il marito.
Se non sei diventato matto, allora perché fai così?"
Il signor Mario, Bach e i settanta comincia in questo modo, con un episodio che appare avulso dal contesto. Bisognerà aspettare l'epilogo perché ogni tessera vada al suo posto e il puzzle si ricomponga.
A ben guardare però tutto è già nell'immagine di copertina. La montagna e la musica parlano lo stesso linguaggio che è fatto non di parole ma di emozioni, un linguaggio che nasce dal cuore.
Ma è ora di entrare nel vivo di questa novella firmata da Davide Longo, che poi è il diario giornaliero di un bambino al suo primo trekking in montagna.
"Trekking vuol dire in inglese camminata in salita senza lamentarsi, e la mamma mi ha spiegato che questo sarà un trekking particolare. Infatti ci sarà un musicista eccelso, che non è né troppo grasso né troppo smilzo e può camminare in montagna, che suonerà della musica classica eccelsa".
Davide Longo è bravissimo nel dare una voce credibile al piccolo Davide, rivelando una sensibilità particolare che, in un'operazione letteraria come questa, diventa elemento prioritario.
Il risultato è un racconto poetico, ricco di ironia e di emozioni, quelle emozioni che la musica e la montagna sono in grado di trasmettere.
Ogni suite avrà la sua collocazione strategica. Un prato per una musica che "è come se ti pettinasse i capelli indietro con le dita". Quando la musica è aguzza e dura non c'è nulla di meglio di una morena. E poi, alla base di una parete verticale, c'è anche spazio per la suite più sperimentale, che assomiglia al sesto grado dell'arrampicata.
"Ascoltarla rannicchiato contro la mamma per il freddo, è stato molto bello... Cominciava a piovere ma il signor Mario è andato avanti lo stesso. Quando ha finito, dopo gli applausi, siamo tornati in silenzio verso il rifugio. Eravamo tutti storditi, come se qualcuno ci avesse portato fino in cima al Campanile Basso legati a una corda e facendoci ballare nel vuoto. Io avevo voglia di piangere anche se non ero triste per niente".
Finché qualcuno si commuoverà per una musica o per un panorama mozzafiato, c'è speranza per il futuro dell'umanità.


Giancarlo Montalbini  (15-01-2011)

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