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Appunti sul paesaggio nell'arte mediale
Appunti sul paesaggio nell'arte mediale
Silvia Bordini 
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Arte, Italia 2010
61 pp.
Prezzo di copertina € 12,60
Editore: Postmedia , 2010
ISBN 978-88-7490-049-7


Postmedia

In Appunti sul paesaggio nell'arte mediale Silvia Bordini descrive le principali evoluzioni del concetto di paesaggio realizzate dagli artisti contemporanei.

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Appunti sul paesaggio nell'arte mediale: Paesaggi multimediali

Le simulazioni dei paesaggi video e digitali ci interrogano, socchiudono molte porte, non tutte e non sempre immediatamente identificabili.

In questo nuovo saggio Silvia Bordini descrive le principali trasformazioni del concetto di paesaggio realizzate nell'arte contemporanea.
Facendo riferimento alle precedenti esperienze pittoriche che hanno ampiamente sviluppato questa tematica negli ultimi secoli, l'autrice si sofferma ad analizzare con occhio critico come gli artisti odierni affrontano l'idea di paesaggio, servendosi quasi esclusivamente di tecniche multimediali.
Mentre la pittura aveva elaborato a riguardo categorie percettive e spaziali impregnate di significati simbolici, con i rapidi cambiamenti subiti dalla natura a causa della progressiva industrializzazione e del fenomeno irreversibile dell'urbanizzazione si è concepita una nuova visione di paesaggio, che ha largamente superato la sua rappresentazione pittorica.
I primi a reinterpretare tale concetto sono stati gli artisti della cosiddetta Land Art. Essi hanno agito direttamente sulla natura, modificandone l'aspetto mediante interventi temporanei o facendo uso di materiali naturali, senza tentare però di rappresentarla. Uno dei principali esponenti di questa corrente è Richard Long, che si serve successivamente della fotografia e delle riprese video per testimoniare e documentare i suoi interventi: "Ogni mia opera (il visibile) esposta in galleria o museo risuona dell'eco di un'altra opera (l'invisibile) lasciata nella natura [...] così mi servo della fotografia per mostrare le mie idee: un luogo mi suggerisce l'idea per una scultura, con la fotografia posso mostrare, dividere con altri la mia esperienza".
Il significato profondo della Land Art non è tanto racchiuso nelle opere realizzate quanto nella nuova relazione che si è venuta a stabilire tra l'uomo e la natura, o meglio tra l'uomo, lo spazio e il tempo.
La tecnica video ha successivamente permesso ad alcuni artisti (in primis Bill Viola e Robert Cahen) di realizzare lavori sulla natura in movimento e trasformazione che permettono una sua rilettura in termini di risonanze interiori.
Anche l'attuale rappresentazione dei paesaggi urbani mediante video e installazioni multimediali consente di prendere una corretta visione - attraverso le immagini e i suoni - della realtà rappresentata, ma al contempo di riconsiderarla in chiave metaforica. Esemplificativa l'opera di Pierre Huyghe Les Grands Ensembles, in cui l'artista fa riferimento al fallimento dei modelli abitativi degli anni '70 attraverso la rappresentazione video di due edifici dall'aspetto spettrale che inducono nell'osservatore sensazioni deprimenti e vissuti melanconici nei riguardi dei loro abitanti.
Altri artisti contemporanei hanno ripreso il concetto pittorico del Panorama ottocentesco, riproponendolo attraverso installazioni multimediali, tra il virtuale e l'interattivo. Nell'installazione The Legible City Jeffrey Shaw rappresenta la simulazione di tre città - Manhattan, Amsterdam, Karlsruhe. Enormi frasi tridimensionali "riproducono la configurazione del tracciato viario e delle architetture, costituendo dei percorsi narrativi", che vengono attivati dallo spettatore attraverso i suoi movimenti su una bicicletta munita di un piccolo monitor.
In Appunti sul paesaggio nell'arte mediale l'autrice propone ancora numerose e interessanti interpretazioni su questo tema. Ciò consente al lettore di riflettere sulla profondità dell'opera in questione, che - seppur breve - lo induce a sviluppare molti approfondimenti sull'argomento da lei abilmente trattato.


Roberto Barzi  (15-01-2011)

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