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Anche i poeti uccidono
Pistol Poets
Victor Gischler 
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Noir, Stati Uniti 2004
290 pp.
Prezzo di copertina € 15
Traduzione: Luca Conti
Editore: Meridiano Zero , 2008
ISBN 9788882371845


Meridiano Zero

Quando il professor Morgan scopre che l'allieva nonché concubina con cui ha trascorso una notte di sesso, droga e rock'n'roll è morta nel suo letto è preso dal panico e accetta la prima soluzione che gli si presenta, con le sembianze di un improbabile gangster amante della poesia, e che avvia una girandola di omicidi, fughe, scontri che si susseguono a ritmo serrato e senza soluzione di continuità.

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Anche i poeti uccidono: Corso di laurea per omicidi e affini, poeti e pistoleri di Victor Gischler

Una parte di lui era convinta che un destino del genere fosse quello che si meritava. Era un ometto grigio che conduceva una vita squallida e meschina ma aveva tutta l'intenzione di continuare a viverla.

I personaggi di Victor Gischler sono degli impiastri anche perché ognuno di loro conduce una vita, ma ne sogna un'altra. Fin qui, niente di straordinario, lo scopo tutto sommato è semplice come dice uno di loro: "Se il campo è libero, arraffare una fetta di vita masticarla in tutta fretta e tornare di corsa dentro la tana. Un po' alla volta, ripeto, quando il campo è libero". Però capita un po' per coincidenza, un po' perché i guai non vengono da soli che nel campus dell'Eastern Oklahoma University, dove i poeti più che uccidere tirano a campare, convergono le ambizioni, i sotterfugi, i regolamenti di conti di una dozzina di squinternati, dalla banda di trafficanti afroamericani ai corrispettivi redneck, dallo sceriffo locale al detective privato senza speranza. La logica per tutti, da quelli che tengono il dito sempre sul grilletto a quelli che non riescono a stare lontani dal mirino è soltanto una: trovare un'idea, anche pessima purché sia un'idea, come dice uno di loro, per arrivare interi alla fine della giornata. Poeti e pistoleri, che ad un certo punto concidono, e sono d'accordo sul fatto che "le sensazioni, l'intuito, sono tutto quello che abbiamo. Cambiarle, quindi, è come modificare la realtà" e basandosi su questa formula empirica cercano di salvare il salvabile. E' vero, posizioni e obiettivi sono molto differenti: se il professor Morgan avesse voluto mantenere il suo posto all'università, avrebbe dovuto tenersi lontano da certi giochini pericolosi. La raffica di colpi di scena, pura adrenalina dall'inizio alla fine, comincia con il cadavere di Annie Walsh, studentessa che ha avuto la pessima idea di morire di overdose a casa del suo professore Jay Morgan. E' attorno a questo poeta inaridito dalla vita e dall'università che gira impazzita una giostra di omicidi che Victor Gischler fissa con occhio di riguardo per l'inquadratura delle immagini (come se fosse un film o un fumetto) e con il gusto dello sberleffo, una storia pirotecnica. Meriterebbe un premio solo per la descrizione dei consunti luoghi comuni universitari, ma il vero divertimento è incollarsi alla prima pagina e non staccarsi più fino alla fine.

Marco Denti  (16-06-2010)

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