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L'Arte dei rumori
L'Arte dei rumori
Luigi Russolo 
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Musica, Italia 1916
112 pp.
Prezzo di copertina € 13
Editore: Stampa Alternativa , 2009
ISBN 978-88-6222-087-3


Stampa Alternativa

Un breve saggio, L'arte dei Rumori, che ha il pregio di divulgare ai lettori alcune teorie artistico-musicali di immenso richiamo storico, sollecitando il loro interesse per un aspetto meno noto della nostra avanguardia artistica per eccellenza.

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L'Arte dei rumori: Musica futurista

Bisogna rompere questo cerchio ristretto di suoni puri e conquistare la varietà infinita dei suoni-rumori. Ognuno riconoscerà d'altronde che ogni suono porta con sé un viluppo di sensazioni già note e sciupate, che predispongono l'ascoltatore alla noia, malgrado lo sforzo di tutti i musicisti novatori. Noi futuristi abbiamo tutti profondamente amato e gustato le armonie dei grandi maestri. Beethoven e Wagner ci hanno squassato i nervi e il cuore per molti anni. Ora ne siamo sazi e godiamo molto più nel combinare idealmente dei rumori di tram, di motori a scoppio, di carrozze e di folle vocianti, che nel riudire, per esempio, l'"Eroica" o la "Pastorale".

Sicuramente è stata un'operazione editoriale straordinaria quella che ha portato al reprint del volume del futurista Luigi Russolo, L'Arte dei rumori, da parte della casa editrice Stampa Alternativa, in occasione del centenario della nostra avanguardia artistica. Si tratta infatti di un saggio pubblicato nel 1916 dalle Edizioni Futuriste di "Poesia" - arricchito da due scritti di Stefano Lanuzza, Rumori futuristi da Luigi Russolo a oggi, e Cosa resta del Futurismo -, che raccoglie quale principale elemento il manifesto futurista L'Arte dei rumori, pubblicato l'11 marzo 1913. Un'iniziativa encomiabile, anche perché per la prima volta, dopo lunghi decenni di attesa, si può finalmente rileggere in versione integrale un volume che di fatto fa parte della storia artistica del nostro Paese, se non della musica, e non solo di quella futurista. Anticipando svariati sviluppi delle avanguardie musicali, dal primo Novecento ai giorni nostri, questo manifesto ha suscitato l'interesse di musicisti come Satie e Stravinskij, precorrendo la "musica concreta" degli anni '60 e le ricerche dei decenni successivi fino a oggi, "ispirate alle combinatorie dei 'suoni-rumori' e della musica elettronica". Ed ancora anticipando gli studi e le sperimentazioni di Ravel e John Cage, fino alla cosiddetta musica "enarmonica", alle svariate correnti del rock, ai polistrumentisti Brian Eno e Matthew Herbert. Un testo, L'Arte dei rumori, che sicuramente farà piacere non solo agli studiosi del Futurismo, ma soprattutto agli appassionati di musica, dato l'enorme interesse che ancor oggi possiede e ridesta. Un piccolo volume - sono solo 112 pagine - che ha il pregio di rivelare ai lettori alcune teorie artistico-musicali di enorme richiamo storico-culturale, sollecitando il loro interesse per un aspetto meno noto della nostra avanguardia artistica per eccellenza. Un manifesto, quello che ha dato il titolo al libro, che parte da un'idea apparentemente folle: l'utilizzazione del rumore all'interno del contesto musicale. "La vita antica fu tutta silenzio. - si legge nel manifesto - Nel diciannovesimo secolo, coll'invenzione delle macchine, nacque il Rumore. Oggi, il Rumore trionfa e domina sovrano sulla sensibilità degli uomini. Per molti secoli la vita si svolse in silenzio o, per lo più, in sordina. I rumori più forti che interrompevano questo silenzio non erano né intensi, né prolungati, né variati. Poiché, se trascuriamo gli eccezionali movimenti tellurici, gli uragani, le tempeste, le valanghe e le cascate, la natura è silenziosa". Straordinaria pertanto l'idea di Luigi Russolo di occuparsi di una musica che a questo punto doveva impiegare non solo i suoni, ma anche tutti i rumori che rappresentavano il fondamento dell'esistenza umana. La stessa idea che ancor oggi hanno i musicisti che fanno uso di rumori e suoni elettronici per i loro assemblaggi musicali. "Il suono musicale è troppo limitato nella varietà qualitativa dei timbri. Le più complicate orchestre si riducono a quattro o cinque classi di strumenti ad arco, a pizzico, a fiato in metallo, a fiato in legno, a percussione. Cosicché la musica moderna si dibatte in questo piccolo cerchio, sforzandosi vanamente di creare nuove varietà di timbri. Bisogna rompere questo cerchio ristretto di suoni puri e conquistare la varietà infinita dei suoni-rumori". La ricchezza infinita dei "suoni-rumori", dunque. E' dal manifesto "L'Arte dei rumori" che prenderà il volo la cosiddetta "musica concreta", la "musica elettronica" del Novecento. Precisamente, grazie all'invenzione di Luigi Russolo e Ugo Piatti degli intonarumori: degli strumenti speciali, che grazie al giro di una manovella riproducevano il "suono" dei tram, dei motori a scoppio e delle folle urlanti. Erano questi delle casse rettangolari in legno, alte circa un metro e munite di megafoni a forma di imbuto includenti diversi motori che creavano "una famiglia di rumori", ovvero l'orchestra futurista. Secondo il compositore futurista, si potevano così ottenere fino a trentamila rumori differenti. Dei concerti di musica rumorista furono di seguito eseguiti al Teatro Storchi di Modena il 2 giugno 1913, nella imponente Villa Rosa di Marinetti, a Milano l'11 agosto 1913. Il 21 aprile 1914 Russolo s'improvvisò direttore d'orchestra, dirigendo presso il Teatro Dal Verme di Milano un vero e proprio concerto con tutti gli intonarumori da lui creati. Per la loro esecuzione, essi furono suddivisi in: gorgogliatori, crepitatori, ululatori, rombatori, scoppiatori, sibilatori, ronzatori, stropicciatori, scrosciatori. Altro memorabile concerto futurista quello tenutosi, nel giugno del 1914, presso il Teatro Colisseum di Londra.
Il saggio prosegue poi con alcuni capitoli nei quali il geniale futurista tende a spiegare i principi fisici e le possibilità pratiche della cosiddetta musica enarmonica, la sua esistenza nella natura come nella guerra e perfino nel linguaggio. "Le ricerche delle influenze che la musica ha sul linguaggio, sull'intonazione della musica parlata, sui suoni che compongono le vocali, il variare di questi suoni secondo il tono e il modo [...] hanno avuto in questi ultimi tempi un gran sviluppo per merito degli scienziati italiani".
Un libro, L'Arte dei rumori, da consultare con attenzione, poiché da esso il lettore potrà trarre diverse competenze che mai fino ad oggi si era immaginato. Un testo da conservare gelosamente giacché rimarrà un prezioso cimelio dell'avanguardia storica futurista.


Roberto Barzi  (06-03-2010)

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