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Il paese delle prugne verdi
Herztier
Herta Müller 
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Romanzo, Germania 1994
254 pp.
Prezzo di copertina € 14
Traduzione: Alessandra Henke
Editore: Keller , 2008
ISBN 9788889767078


Keller

Romania, anni Ottanta, dittatura di Ceauşescu. L'amicizia tra quattro ragazzi nasce e si salda dopo il suicidio di un'amica comune.

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Il paese delle prugne verdi: La dittatura e la morte

Poiché in questo paese dovevamo camminare, mangiare, dormire e amare qualcuno nella paura.

C'è un odore di morte che attraversa ogni pagina del romanzo della scrittrice rumena di lingua tedesca, Premio Nobel per la Letteratura 2009. La morte di Lola, trovata impiccata in un armadio, unisce quattro giovani amici che affrontano la vita sotto il regime di Ceauşescu. Leggono, sognano la fuga, anelano alla libertà; riescono a terminare gli studi ma devono fare i conti con il regime, quel regime che spegne le menti migliori della loro generazione, quel regime che spia, pedina, minaccia, interroga e tortura. E che anche quando tre di loro riescono ad andare in Germania continua a perseguitarli con le minacce e degli strani incidenti mortali ed ancora suicidi, assurdi come il primo, quello di Lola, che li aveva uniti.
C'è un odore di morte che attraversa ogni pagina del romanzo e che sarebbe insopportabile se l'autrice non avesse uno stile più simile alla poesia che alla prosa, se non usasse le metafore per descrivere l'orrore e renderlo tollerabile, se non fosse a tratti un po' criptica come nelle lettere che ci si mandano sotto un regime, dove le parole sono in codice, dove, se vuoi sopravvivere, devi chiamare le cose con un altro nome. Ed allora il paese diventa un mattatoio, e gli operai che bevono il sangue degli animali sgozzati non rappresentano altro che il popolo a cui tocca metaforicamente bere il sangue del vicino, del fratello, dell'amico. E' il regime a mettere tutti contro tutti, a far sì che non ci si possa fidare di nessuno, eppure l'amicizia e l'amore, anche in una nazione che ha toccato il picco massimo del degrado materiale e spirituale, riescono a resistere.
Con Herztier, titolo originale del romanzo e neologismo dell'autrice che si traduce approssimativamente come "La bestia del cuore", la Müller ci fa toccare con mano quella Romania, che a noi è arrivata ovattata dai telegiornali dell'epoca, in tutto il suo orrore. E ci ricorda, semmai ve ne fosse bisogno, che non c'è speranza né felicità alcuna sotto il regime, ma solo morte, del corpo, e dell'anima.


Simonetta Degasperi  (15-02-2010)

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