?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
Heavy Metal In Baghdad. La storia degli Acrassicauda, l'ultimo gruppo metal iracheno
Heavy Metal In Baghdad
Spike Jonze 
blank
Musica, Stati Uniti 2009
144 pp.
Prezzo di copertina € 18,50
Curatore: Andy Capper Gabi Sifre
Traduzione: Massimo Gardella
Editore: ISBN , 2009
ISBN 9788876381607


Libro+DVD
ISBN


Da Baghdad ai Metallica, l'odissea degli Acrassicauda, attraverso la censura, la guerra, l'esilio, le minacce e la paura nel tentativo di trovare una scheggia di normalità con la musica.

naldina naldina naldina naldinamezzo naldinagrigio

Heavy Metal In Baghdad: Life During Wartime, sopravvivere alla guerra con l'heavy metal

Ci sono cose che razionalmente e istintivamente sono giuste, e altre che sono sbagliate. Per esempio, avere quattro cantanti in un gruppo è sbagliato. Averne uno è giusto. Suonare con sei chitarristi senza un solista è sbagliato, due chitarristi vanno bene.

Questa confezione speciale del film Eddy Moretti e Suroosh Alvi che racconta la storia degli Acrassicauda, l'ultimo gruppo metal iracheno, viene aggiornata con un bel libro di Andy Capper e Gabi Sifre. Gli Acrassicauda erano giovanissimi innamorati dell'heavy metal e durante il regime di Saddam Hussein si erano in qualche modo adattati e avevano persino composto una canzone che inneggiava al dittatore pur di poter suonare la propria musica. Se non altro, potevano provare ed erano riusciti anche a organizzare qualche concerto: gli Acrassicauda erano abituati a vivere in condizioni precarie, ma poi con la guerra divenne impossibile e rischioso qualsiasi movimento figurarsi provare a suonare heavy metal. Racconta il giornalista Gideon Yago, uno dei tramiti principali con gli Acrassicauda: "Il gruppo era l'unico ponte con una vita normale, l'unica cosa che garantisse loro un briciolo di umanità in una vita incorniciata dalla guerra". I ragazzi di Baghdad non volevano saperne di abdicare al proprio sogno e scelsero l'esilio piuttosto che abbandonare gli strumenti: prima in Siria, poi in Turchia e infine negli Stati Uniti, il film e il libro seguono l'odissea degli Acrassicauda attraverso mille peripezie, un coraggio indomito e una passione sterminata per la musica. Dice Marwan, uno dei componenti degli Acrassicauda: "Volevamo essere una band, e la nostra storia riflette proprio questo desiderio. Se la serie di sfortunati eventi e ostacoli a cui ci siamo trovati di fronte era obbligatoria, be', ne siamo usciti a testa alta. Non so se sarà questa la tappa finale del nostro viaggio, ma questa è la nostra vita, questi siamo noi. Attraverso la guerra, la morte, le delusioni e i tempi difficili, siamo sempre stati una band". Ovviamente anche se c'è la guerra, la miseria, il caos la vita in un gruppo non fa comunque sconti perché le dinamiche sono complicate e rimangono tali anche in mezzo all'apocalisse. Allora ci sono chitarristi che avanzano o troppi cantanti (ne basta uno), canzoni che non funzionano, concerti che è impossibile organizzare (racconta Firas, un altro membro degli Acrassicauda: "Rischiano e sacrificano la loro fottuta vita solo per andare ad un concerto. Corrono il rischio di essere arrestati, uccisi, saltare in aria o chissà che altro, eppure non si perdono un concerto. E' incredibile") e difficilissimo portare a termine, per non parlare dell'ipotesi di incidere un disco. Nel frattempo la guerra se ne infischia dell'heavy metal e non fa distinzione tra un gruppo che imbraccia le chitarre e uno che tiene in mano i Kalashnikov. Anche se gli Acrassicauda sono temprati (come dice ancora Firas: "Abbiamo sempre vissuto in mezzo ai conflitti, non era certo una novità. Non è che non avessimo mai assistito a bombardamenti, o aerei che venivano abbattuti, o qualcuno che veniva ammazzato") le granate e gli attentati non fanno distinzione e quando la loro sala prove viene rasa al suolo, capiscono che l'unica alternativa alla disperazione è l'esilio. Ma anche se l'America rappresenta una specie di tappa finale, non sarà mai una soluzione. Oggi, grazie al supporto dei produttori del film, gli Acrassicauda sono riusciti a incidere un disco, ma c'è sempre un buco nero nella loro esistenza come ha detto Marwan: "Ho scelto la band a costo di vivere in esilio per il resto dei miei giorni. Ma non ho mai smesso di nutrire il sogno che un domani potremo di nuovo vedere la nostra terra". Comunque la loro rimane una testimonianza straordinaria perché come scrive Andy Capper "Heavy Metal In Baghdad": "E' la storia di ciò che succede a quelli le cui vite vengono spazzate via dalla ferocia del mondo, e al modo in cui essi si adattano, vengono a patti con una realtà drammatica, sopravvivono e si rimettono in piedi". Da leggere, da vedere, da capire.

Marco Denti  (04-02-2010)

Leggi tutte le recensioni di Marco Denti


Vota il libro!
La media è 3.51 (86 voti)
 

Altri libri per parola chiave
Assente
Baghdad brucia
Da Genova a Bagdad. Fra Iraq e Kurdistan
Guerra per sempre
Ho ucciso Shahrazad. Confessione di una donna araba arrabbiata
Il cuoco di Baghdad - Un antichissimo ricettario arabo
La caduta di Baghdad
Rapsodia irachena
Ulisse da Baghdad
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom