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Le perfezioni provvisorie
Le perfezioni provvisorie
Gianrico Carofiglio 
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Giallo, Italia 2010
340 pp.
Prezzo di copertina € 14
Editore: Sellerio , 2010
ISBN 88-389-2454-6


Sellerio

Eccoci alla quarta avventura dell'avvocato Guido Guerrieri, avvocato penalista nella città di Bari che, dopo aver chiuso in maniera definitiva la relazione che sembrava averlo fatto risorgere nel primo romanzo a lui dedicato, scopertosi un grande amatore delle donne che si rivolgono a lui - direttamente o indirettamente - per questioni professionali, è pronto ad affrontare una nuova sfida. Questa volta, nel suo nuovo studio appena completato da un noto architetto nel quale, naturalmente, lui si sente a disagio perché luogo eccessivamente alla moda, deve occuparsi di una ragazza scomparsa. Il caso gli viene offerto da un collega avvocato che porta al suo cospetto due genitori preoccupati perché Manuela, studentessa poco più che ventenne trasferitasi a studiare a Roma, è scomparsa mesi prima, un pomeriggio d'estate, senza lasciare alcuna traccia di sé. Partita in treno dalla città di Ostuni alla volta di Bari, dopo aver ricevuto un passaggio in macchina fino alla stazione da una conoscente che aveva trascorso alcuni giorni di vacanza presso un complesso di trulli insieme a un gruppo di amici, di lei non si è più avuta alcuna notizia. Pare dovesse tornare a Roma per motivi di studio ma i suoi genitori, dopo un'ultima telefonata con la madre, non hanno idea se sia arrivata o meno nella Capitale. I coniugi Fornelli, genitori della ventiduenne, hanno saputo che presto il fascicolo relativo alla sparizione della ragazza verrà archiviato e tutto ciò che desiderano è che non si smetta di cercarla. Ecco perché il loro avvocato ha pensato di rivolgersi ad un penalista, per l'appunto Guerrieri, che forse potrebbe riuscire a trovare negli incartamenti un cavillo o un vizio di forma che impedisca l'archiviazione del caso. Da qui comincia la storia e Guido si trasforma in un investigatore: dal Chelsea Hotel, locale barese di proprietà di Nadia, ex prostituta ed ex cliente di Guerrieri, a Roma; interrogando studentesse e passando per i ricordi dell'uomo. La verità verrà, naturalmente, fuori.

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Le perfezioni provvisorie: Guerrieri come Montalbano e Carofiglio come Camilleri?

Va bene, scusa. Allora, siamo al momento cruciale del processo e Denzel Washington interroga Tom Hanks, che nel film si chiama Andrew. E' già in una fase avanzata della malattia e non gli resta molto da vivere.
"Lei è un buon avvocato?".
"Io sono un eccellente avvocato".
"Cosa la rende un eccellente avvocato?"
"Amo il diritto".
"Cosa le piace del diritto?".
"Molte cose... (poi si confonde, è malato, è stanco) cosa mi piace di più del diritto?"
"Sì".
"Il fatto che una volta ogni tanto, non sempre, ma a volte, diventi parte della giustizia. La giustizia applicata alla vita".
"Grazie, Andrew".
Dopo qualche istante di silenzio sospeso, Nadia prese a battere le mani.


Attendevo da tempo il nuovo romanzo dedicato da Carofiglio a Guido Guerrieri perché volevo capire: le avventure dell'avvocato seguono tutte uno schema prestabilito oppure ogni tanto c'è una piccola deroga e i fatti si svolgono diversamente? Nessuna deroga, a Guerrieri capita spesso di rivivere le medesime situazioni: depressione o malinconia dettata da una storia fallita o dai ricordi struggenti di quando era ragazzo; un caso da seguire che come al solito gli cade tra capo e collo e sembra irrisolvibile; donne in pericolo che finiscono per essere consolate dal suo letto; intuizione geniale che gli porta a risolvere misteri per i quali nessuno, prima di lui, aveva idea di come affrontare; monologhi con il sacco da boxe che pare essere il suo unico e vero interlocutore. In realtà, però, questa volta c'è anche un nuovo elemento: Carofiglio comincia pericolosamente a ricordarmi Montalbano. Sarà perché entrambi pubblicano con la medesima casa editrice? Sarà perché tutti e due hanno una particolare attenzione per i luoghi dove si svolgono le loro storie? O sarà, forse, perché sia Guerrieri che l'ultimo Montalbano devono quasi sempre confrontarsi con una figura femminile in grado di confonderli ma non atterrarli? Non saprei. Fatto sta che questa volta Le perfezioni provvisorie sa di storia già letta e, a parte una lettura piacevole e scorrevole che non è da poco ma certamente non rappresenta tutto, anche piuttosto prevedibile, a tratti inverosimile. Guerrieri riesce a risolvere in pochi giorni un caso al quale le forze dell'ordine si sono dedicate per mesi - probabilmente in maniera superficiale poiché a far perdere le tracce di sé è stata una ragazza maggiorenne, libera di andare dove voleva anche senza informare parenti e amici -, tralasciando però un elemento davvero troppo ovvio e che, se generosamente e lealmente l'autore avesse fornito sin da subito anche ai lettori invece che solo al suo protagonista, non sarebbe riuscito a giustificare le trecentoquaranta pagine del romanzo. A parte la storia gialla in sé, comunque, l'ovvietà del coinvolgimento di una delle protagoniste e alcune omissioni che un giallista all'antica mai avrebbe pensato di fare, il libro si legge con piacere, soprattutto se si conosce Bari. Si intravede, per fortuna, il Carofiglio migliore, quello de Il passato è una terra straniera che, in assoluto, continua a rimanere il suo scritto più originale e meglio riuscito.

Alice Scolamacchia  (19-01-2010)

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