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Non facciamoci fregare. Come trovare i fatti nell'era della disinformazione
Un Spun
Kathleen Hall Jamieson  Brooks Jackson 
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Saggio, Stati Uniti 2007
181 pp.
Prezzo di copertina € 13
Prefazione: Olivero Beha
Traduzione: Roberto Merlini
Editore: Garzanti , 2008
ISBN 9788811681120


Garzanti

Esempi pratici e concreti per sopravvivere nella giungla delle informazioni che ci giungono dai media, dalla pubblicità, dal mondo politico o da quello aziendale. Un manuale di autodifesa per aiutarci a riconoscere i messaggi fuorvianti o anche le bugie vere e proprie dai fatti reali così come sono accaduti.

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Non facciamoci fregare: Manteniamo la mente "aperta"

Viviamo in un mondo di disinformazione.

Olivero Beha che per questo libro ha scritto la prefazione consiglia di usarlo come un machete, poiché dopo averlo letto, afferma, si ha la sensazione di essere usciti da una giungla. La giungla mediatica che ogni giorno ci propina miliardi di informazioni che non sono semplici fatti, ma aneddoti, manipolazioni, storie. Non facciamoci fregare esorta alla consapevolezza, alla coscienza e all'autodifesa. Fornisce istruzioni per l'uso nella ricerca dei fatti. Viviamo in un mondo di disinformazione intendendo per disinformazione l'inganno. I professionisti in questo campo usano mezzi che vanno dalle sottili omissioni alle bugie vere e proprie. La disinformazione quindi fornisce una falsa realtà, o meglio una realtà distorta, ottenuta addomesticando i fatti oppure riportando impropriamente parole di altri, ignorando prove decisive; insomma raccontando una storia. Naturalmente, affermano gli autori, un certo livello di manipolazione è innocuo e può avvenire in modo spontaneo senza malizia o secondi fini, ma quasi sempre questo livello si supera e di molto nelle notizie che ci giungono dai media. Ma come ci difendiamo dalla manipolazione? Come impariamo a riconoscere i segnali di pericolo? Ecco che i due autori americani ci vengono in aiuto fornendoci esempi concreti: 1. Prendere con le pinze le affermazioni che ci sembrano troppo enfatiche e che vorremmo fossero vere. 2. Diffidare dalle banalità luccicanti, cioè quelle espressioni attraenti ma generiche. 3. Dubitare dei superlativi ingannevoli oppure dei comparativi equivoci usati spesso nella pubblicità per dare maggiore visibilità al prodotto. 4. Sospettare delle affermazioni che fanno leva sulla paura e sull'insicurezza. Entrambi gli stati d'animo limitano la nostra razionalità. E' un libro interessante, utile che chiede di mantenere la mente aperta e allenare la nostra criticità, soppesando tutto quello che riceviamo quotidianamente sotto forma di notizie. Ed anche di analizzare l'informazione documentandola attraverso fonti differenti e incrociandole tra di loro verificandone così l'attendibilità. Suggerimenti preziosi in questa confusione generale in cui tutto sembra vero compreso il suo contrario.

Laura Laera  (30-12-2009)

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