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L'uomo della pianura
L'uomo della pianura
Paolo Roversi 
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Noir, Italia 2009
296 pp.
Prezzo di copertina € 17
Editore: Mursia , 2009
ISBN 978-88-425-4341-1


Mursia

Una doppia indagine attende il giornalista di cronaca nera Enrico Radeschi inviato speciale nella Bassa Padana per scrivere su un delitto passionale e che si troverà poi coinvolto in una storia criminale fatta di soprusi e violenze, a volte gratuite, iniziata nel carcere di San Vittore, nella violenta Milano di fine anni '70.

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L'uomo della pianura: Doppia indagine per Radeschi

Ammazzare un uomo non è così terribile come sembra. Ci si abitua, come tutto. All'inizio fa solo più effetto.

Un doppio noir è alla base dell'ultimo romanzo di Paolo Roversi, L'uomo della pianura. Lo scrittore ha infatti composto due racconti in un solo testo, con due ben distinti registri letterari. Il primo è una specie di "diario intimo" di un malvivente in cui il protagonista Hurricane - come ama farsi chiamare negli ambienti della mala milanese - narra in prima persona le proprie vicissitudini ed i soprusi subiti nel carcere di San Vittore alla fine degli anni '70, che lo hanno reso un criminale durante i suoi ventotto mesi di permanenza in quella prigione. Da bravo ragazzo, arrestato per un errore giudiziario, si trasforma così in un killer spietato e in un rapitore sanguinario.
L'altra storia si svolge invece nella Bassa, a Capo di Ponte Emilia, sulle rive del Po e ha come interprete principale Enrico Radeschi, giornalista e cronista di nera, nonché hacker per necessità contingenti e professionali. Due romanzi in uno, quindi, se non fosse che le due storie s'incrociano "casualmente" sulle rive del grande fiume padano. Due vicende che all'inizio non hanno nulla in comune, dato che Radeschi - che collabora alle pagine di cronaca nera del Corriere della Sera - viene inviato dal suo caposervizio al paese natìo per svolgere una serie di corrispondenze giornalistiche su un brutale crimine passionale commesso, si pensa, da un indiano Sikh, Vikram Singh, dedito alla mungitura delle vacche Frisone. Questa semplice inchiesta si snoderà attraverso molti elementi inaspettati, ad iniziare dal ritrovamento di due auto piene di sangue ma senza cadaveri, abbandonate sulle rive del fiume.
Due racconti che si interpongono, si assommano, si sfiorano, si accavallano senza però mai incontrarsi, se non alla fine dell'interessante libro. Sono però i diversi linguaggi adottati da Roversi a dare succo alle vicende narrate: da un lato c'è Hurricane, il brizzolato criminale milanese, che racconta la sua esistenza delittuosa in prima persona con toni cupi, dall'altro c'è invece Radeschi, che viene seguito nelle sue avventure in terza persona, utilizzando modalità espressive più vivaci. Due maniere ben distinte per delineare vicende assai distanti fra loro, anche se solo apparentemente, due storie che sembrano invece scorrere in parallelo.
Sono però soprattutto le diverse atmosfere, e non solo noir, a dare succo alla storia: il freddo pungente della Bassa, la nebbia che avvolge i paesi sulle rive del Po, le diverse ambientazioni degli eventi narrati che si svolgono lontano nel tempo, tra l'asprezza e le violenze quotidiane di una Milano attraversata da cortei studenteschi e l'apparente serenità di un villaggio padano. Inoltre Roversi, come da sua consumata abitudine, ha pensato bene di riscrivere all'interno del suo noir la storia della malavita milanese degli anni '70, infondendo in Hurricane i tratti caratteristici di alcuni dei più temibili delinquenti dell'epoca: Renato Vallanzasca, Francis Turatello ed Angelo Epaminonda. Lo stesso discorso vale per gli altri interpreti del lungo racconto, e crediamo che alla fine uno dei piaceri indotti dalla lettura del libro stia proprio nello scoprire quali personaggi celebri si nascondano sotto le mentite spoglie delle loro controfigure letterarie.
Un romanzo assai interessante, L'uomo della pianura, dove Roversi sembra introdurre però troppi motivi di riflessione politica, letteraria e sociale. Sicuramente. Il testo rimane in ogni caso brillante, arguto, ironico e godibile, da leggere tutto in un fiato.


Roberto Barzi  (09-11-2009)

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