Nottetempo
La nipote Giulia ritorna da Agata la nonna materna ammalata, che l'ha cresciuta dopo il suicido della madre. Giulia ed Agata ricordano quegli anni difficili, ma il presente bussa alla porta, Agata assume Marina come badante e Giulia si innamora di Leni, la dirimpettaia, una prostituta polacca.
La gioia piccola d'esser quasi salvi: Breve ritorno di una nipote
Giulia aveva pensato che la mamma, nello sparo della caduta, si era chiesta Prendo la scarpa o chiudo gli occhi. E aveva scelto la scarpa perché era una promessa.
C'è sempre nella vita di ciascuno di noi un fatto imprescindibile, dal quale non possiamo separaci, è parte di noi, è la nostra pelle; quel fatto ha segnato il Prima e il Dopo in ciascuno di noi.
Quel fatto per Giulia è stato "lo sparo nella caduta", il suicido della madre, lo stesso per l'amico Marco che ha visto tutto dal balcone di casa, e per Agata la nonna di Giulia e madre della suicida. Orfana di madre, abbandonata dal padre Giulia vivrà con Agata che inizierà a lavorare in casa per stare più tempo vicino a lei e il dirimpettaio Marco diventerà il suo compagno inseparabile sia da piccola che da grande. Per tutti e tre quel fatto, quello "sparo nella caduta", ha generato e in parte condizionato il Dopo, il futuro, ed ha spinto a reinterpretare il Prima, il passato; e l'autrice del libro alterna bene i tempi, il Prima e il Dopo della vita dei personaggi seguendo lo spirito dell'anziana Agata, le fughe e i desideri di Giulia e i ripensamenti di Marco.
"La sardina è piccola, la balena è grande, la trota è media." Questo divertente gioco di parole, tratto dal libro, ci dice gia qualcosa sull'abilità linguistica dell'autrice che ritaglia sui personaggi diverse cifre di scrittura. Incontriamo sulle pagine l'italiano scarnificato dalla grammatica delle due donne straniere, lo sguardo espressivo di Agata che non ricorda bene le sue amate parole o le pronuncia con difficoltà, il linguaggio dei corpi da bambini di Giulia e di Marco fatto di corse, di appostamenti, di strane contorsioni e quello da adulti permeato di desiderio.
La gioia piccola d'esser quasi salvi è un libro dolce ed amaro, che però ci lascia la possibilità di pensarci "quasi salvi".
Claudia Savarese
(08-11-2009)
Leggi tutte le recensioni di Claudia Savarese
Il libro mascherato
La consapevolezza dell'esistenza di altri stili di vita mette a disagio, dal momento che rappresenta una sfida alla modalità quotidianamente accettata e praticata senza porsi domande né dubbi.
Feed - lettera
RSS
/
Atom