La maledetta
La mala dona
Marc Pastor
Noir,
Spagna
2008
240 pp.
Prezzo di copertina € 16
Traduzione: Beatrice Parisi
Editore:
Giano
,
2009
ISBN 9788862510547
Giano
Enriqueta Martí Ripollés, nota anche come la Vampira del Carrer Ponent, all'inizio del secolo scorso disseminò il terrore nei vicoli di Barcellona rapendo i bambini di strada, figli di prostitute, ai quali assicurava una fine inumana e aberrante. Attorno al suo personaggio maledetto, realmente esistito, si sviluppano le indagini del Corvo, ispettore di polizia che deve affrontare un mondo tanto fatiscente quanta è la disperazione che lo abita.
La maledetta: Ladra di bambini, nel cuore nero di Barcellona con Marc Pastor
Ci sono coincidenze dietro cui si indovina la presenza di una mano nascosta, di un macchinista malefico con un senso dell'umorismo molto particolare e una sbronza costante, che si diverte a tirare le pulegge come un pazzo finché nell'opera non si mischiano personaggi che altrimenti non si sarebbero mai conosciuti.
Quando spariscono bambini che non hanno madre, perché le madri sono prostitute, nessuno se ne occupa. Ce ne sono tanti nelle strade buie della Barcellona all'inizio del Novecento, qualcuno si può perdere o finire nella casa sbagliata, ma non ci sarà chi andrà a denunciarne l'assenza, tanto meno la madre che la polizia preferisce fuggirla. Per questi bambini di strada una fine è peggio di tutte le altre: quella di finire nelle mani di Enriqueta Martí Ripollés, ferocissima, spietata e sadica serial killer, una figura tragicamente reale nella storia di Barcellona. Partendo dal profilo oscuro e minaccioso che emana ancora una luce sinistra a distanza di un secolo, Marc Pastor costruisce un romanzo senza usare effetti speciali, trucchi, colpi di scena e fuochi d'artificio. Persino la soluzione del caso e/o della storia, un peso che si porta sulle spalle un poliziotto tormentanto, Moisès Corvo, arriva quasi per una somma di sguardi nella vita quotidiana della Barcellona di cent'anni fa. Una città, come gran parte delle città europee dell'epoca, in cui si concentrano le tensioni di interi mondi al collasso e che trovano in Enriqueta Martí Ripollés e in altri mostri il modo migliore per nascondere i propri fantasmi. E' lo scenario, cupo e intenso, che colpisce fin dalle prime pagine del libro, come se le vie, i bordelli, i quartieri, le porte che si aprono e si chiudono (e le tombe che vengono profanate) fossero soltanto tanti punti che uniti tra loro dall'infinito peregrinare di Moisès Corvo formano il vero volto di Enriqueta Martí Ripollés. Il quadro storico è preciso e determinante, ma Marc Pastor non è un novello naturalista o un antropologo sotto mentite spoglie, ma uno storyteller che lascia ampia libertà ai suoi personaggi e che concede un grande spazio ai lettori, liberi di spaventarsi con le gesta di Enriqueta Martí Ripollés o di perdersi nelle vie di una Barcellona tutta da riscoprire.
Marco Denti
(15-10-2009)
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