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Il ladro del tempo
The tar man
Linda Buckley-Archer 
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Romanzo, Inghilterra 2007
486 pp.
Prezzo di copertina € 18,60
Traduzione: Roldano Romanelli
Editore: Nord , 2008
ISBN 9788842914518


Nord

Quando erano stati improvvisamente trasportati nell'Inghilterra del 1763, Peter e Kate avevano stretto un patto: sarebbero tornati a casa insieme. Nulla li avrebbe divisi. Tuttavia l'operazione di "recupero" dei due ragazzini finiti nel passato per errore - è andata storta: Kate è sana e salva, ma Peter è rimasto nel XVIII secolo. E gli scienziati della NASA non intendono riportarlo alla sua "vecchia" vita, spaventati dalle catastrofiche conseguenze dei viaggi nel tempo. Eppure Kate non vuole arrendersi e, insieme col padre di Peter, riesce a eludere la sorveglianza e ad attivare ancora una volta la macchina del tempo.

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Il ladro del tempo: Tra Wells e Ritorno al futuro, a spasso per Londra

La notte che credevo sarebbe stata per me l'ultima su questa Terra, non dormii. Ripercorsi invece il sentiero familiare della mia vita, cercando per quanto possibile di trarne un senso. La mia mente febbrile oscillava tra il terrore del cappio che mi avrebbe mozzato il respiro, la collera per l'ingiustizia della mia tragica situazione e una cieca, fragile speranza che non tutto fosse ancora perduto.

Leggendo questo libro si ha l'impressione di rivivere in parte la mitica epopea di Michael J. Fox nella celeberrima saga di Ritorno al futuro. Qui il palleggiamento temporale dei giovani protagonisti è confinato tra la campagna inglese del "nostro" presente e la Londra che fu, nel diciottesimo secolo (con una toccata e fuga in terra di Francia, nel mezzo della rivoluzione francese). Ma l'effetto non è proprio lo stesso provato da coloro che negli anni '80 si sono appassionati alle avventure del piccolo grande attore suddetto. Non che si tratti di un romanzo mediocre, anzi, ci sono diversi spunti e passaggi interessanti, e non è poco, ma, purtroppo, alternati a momenti piuttosto noiosi o improbabili, tirati per le lunghe e comunque di scarso interesse. Certo, si tratta di una storia per ragazzi, e va bene, ma proprio per questo, forse, ci si sarebbe aspettati una "velocità" maggiore per attirare costantemente l'attenzione del "giovane lettore"; viceversa, se romanzo per ragazzi non è, ci si sarebbe aspettati un approfondimento più scientifico e dettagliato (o almeno una gestione più credibile dei comportamenti, a tratti imbarazzanti e improbabili, di scienziati, poliziotti, genitori, eccetera) sulle problematiche legate ai viaggi temporali, ai paradossi e via dicendo. Va detto pure che, trattandosi del secondo libro di una trilogia, si avverte troppo la presenza di un progetto a lungo raggio, e nonostante gli sforzi dell'autrice i buchi narrativi non vengono sempre coperti dai flashback su quanto accaduto nel primo libro. La mania delle trilogie farà pure la felicità di scrittori ed editori, ma lascia l'amaro in bocca nel lettore alla fine (e nel corso) del libro; questa maledetta pratica dei libri a puntate, tagliati con l'accetta, dovrebbe essere bandita. Si potrebbe obiettare che anche la trilogia cinematografica suddetta era a puntate, ma un conto è passare un'oretta e mezza sul divano a guardare un film, un altro spendere giorni o settimane per leggere un libro che alla fine ci "regala" quel senso di incompiuto; e c'è da scommettere che invece di invogliare il lettore alla lettura della prossima puntata si ottiene l'effetto opposto... Infine, una considerazione sulla macchina del tempo utilizzata nella storia, che con le sue manovelle ricorda quella usata dal "viaggiatore" di H.G. Wells così come, pure, il mezzo del famoso vecchio videogioco DOTT (Day Of The Tentacle): possibile che per viaggiare nel tempo o in altre dimensioni non ci siano alternative a una doccia o a una cabina telefonica attrezzata? Allora, se proprio la fantasia scarseggia, forse meglio una Passaporta, o un sempreverde Stargate, o al limite una DeLorean scassata... oppure, perché no, un bel Libro... Ma questa, è un'altra storia...

Luigi Brasili  (14-10-2009)

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