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Con Kubrick. Storia di un'amicizia e di un capolavoro
Kubrick
Michael Herr 
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Cinema, Stati Uniti 2000
110 pp.
Prezzo di copertina € 12
Curatore: Simone Barillari
Traduzione: Nefeli Misuraca
Editore: Minimum Fax , 2009
ISBN 9788875212070


Minimum Fax

E' il diario del rapporto nato tra Michael Herr e Stanley Kubrick durante la lavorazione di Full Metal Jacket e continuato in un confronto continuo di idee, linguaggi e modelli narrativi.

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Con Kubrick: Diario di sogni e di guerre, i colloqui di Michael Herr con Stanley Kubrick

Stava pensando di fare un film di guerra, in quel periodo, ma non sapeva su quale guerra, adesso che ne parlava, non era nemmeno così sicuro di voler fare un film di guerra.

Quando Michael Herr viene contattato da Stanley Kubrick per lavorare alla sceneggiatura del libro di Gustav Hasford, Nato per uccidere (Bompiani), ha già un mucchio di Vietnam nelle vene: il suo Dispacci (Alet) è la testimonianza più importante e credibile della vita in quella guerra ed è stato la fonte di ispirazione per parecchie delle scene di Apocalypse Now in cui, per inciso, lo stesso Michael Herr era la voce narrante. Ma lo stesso Kubrick non era sicuro della direzione intrapresa e, come spesso accadeva ad un perfezionista come lui, avanzava navigando a vista. Il confronto, come si legge in queste pagine, non deve essere stato né facile né agevole, ma Michael Herr sapeva a cosa andava incontro: "Quando lo conobbi, nel 1980, non ero solo affascinato dalla leggenda di Stanley, ero sinceramente predisposto ad ammalarmene". Il legame comincia con una falsa partenza perché Michael Herr "dopo aver lavorato per sette anni a un libro sul Vietnam e quasi altri due ad Apocalypse Now" di quella guerra non ne voleva più sapere. Kubrick allora gli chiede di leggere Doppio sogno, il libro di Arthur Schnitzler che diventerà, molti anni dopo, il suo ultimo film, Eyes Wide Shut. Il confronto comincia proprio sulle letture: Kafka, Faulkner, Swift, Malaparte, Balzac, Conrad, Burroughs e diventa un esercizio pratico quando Stanley Kubrick compra i diritti di Nato per uccidere di Gustav Hasford. E' qui che il rapporto, nel racconto di Michael Herr, permette di ricordare le qualità, il genio, i tic e le idiosincrasie di Kubrick alle prese con un vero e proprio capolavoro. E dato che, come scrive Simone Barillari nell'esemplare introduzione "Stanley Kubrick era i suoi film" il libro di Michael Herr è qualcosa in più di un diario o di un ricordo postumo. E' il frammento della biografia complessa e irrisolta di un grande visionario del ventesimo secolo, visto con gli occhi di uno scrittore abituato ad essere testimone del proprio tempo.

Marco Denti  (26-09-2009)

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