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La musica liberata
La musica liberata
Luca Castelli 
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Musica, Italia 2009
283 pp.
Prezzo di copertina € 16,50
Editore: Arcana , 2009
ISBN 9788862310703


Arcana

E' la ricostruzione storica dell'evoluzione del consumo della musica dalla sua digitalizzazione ad oggi, vent'anni in cui è diventato imprescindibile confrontarsi con termini come download, streaming, P2P, filesharing e tutto un vocabolario che ha ridefinito i contorni della condivisione della musica.

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La musica liberata: Welfare Music, vibrazioni e rivoluzioni in un mondo digitale

Da quando hanno iniziato a dipigere le mucche nelle caverne, gli artisti non ci hanno mai deluso. Non lo faranno neanche questa volta. La curiosità starà nel vedere che foggia avranno questi nuovi capolavori che emergeranno dalla Somalia digitale, ridefinendo e conquistando la musica, l'arte, la società.

Invece di prendere di petto l'argomento, che ha tutta una sua complessità ramificata nella tecnologia quanto nell'economia, Luca Castelli sceglie un tono divulgativo, se non a tratti proprio narrativo, nel cercare di raccontare i cambiamenti epocali che hanno investito la musica e il suo consumo negli ultimi vent'anni. Forse non diventerà lo Stephen King italiano, come sognava da piccolo, ma ha scritto un libro molto utile, "fazioso" per sua stessa ammissione, ma anche appassionato e avvincente nell'allungare le mani verso e dentro un magma di hardware e software in continua evoluzione. Anche se il percorso è dettato, come non poteva essere diversamente, dalle tappe imposte dalla marcia forzata di quella "nuova tecnologia che avanzava, incurante delle convenzioni, dei modelli di business, completamente indifferente persino ai modelli delle leggi", Luca Castelli lo prende sempre nella direzione dell'ascoltatore che, partendo dagli U2 per arrivare ai Radiohead, ha imparato (e dovrà imparare) mille modi diversi per condividere la musica. Pur tenendo conto delle principali evoluzioni (la digitalizzazione e poi la rete), delle opportunità che hanno creato, dei fondamentali casi storici di controversia e/o di sfruttamento delle inedite peculiarità tecnologiche, quello che più convince e rende credibile le posizioni su cui si assesta questa "musica liberata" è il costante richiamo ad una rinnovata idea di condivisione, riassunta da Luca Castelli in un lapalissiano "non c'era scampo: la condivisione richiedeva di essere condivisa". Nella sua ricostruzione lo streaming e il download, YouTube o Napster o qualsiasi altro snodo informatico (l'elenco è corposo e complesso, ma nel libro non manca nulla) non sono soltanto un modo per inaugurare una stagione di controversie economiche, giuridiche e politiche per la gestione della musica, ma anche e soprattutto un'inattesa opportunità per condividere la musica. La spinta che si sente premere pagina dopo pagina sembra essere proprio quella: un invito a cogliere al volo la ventata di freschezza portata dal digitale e dalla rete e usarla nel modo più umano possibile godendo la musica per quello che è: un'onda fluida che collega emozioni. Consigliatissimo a tutti i music lover, vietato ai collezionisti che lucidano i vinili una volta alla settimana: la "musica liberata" non concede nulla alla nostalgia e guarda con convinzione verso un bel futuro.

Marco Denti  (10-09-2009)

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