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Bassi istinti
Bassi istinti. Elogio del basso elettrico
Pablo Echaurren 
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Feticismo, Italia 2009
188 pp.
Prezzo di copertina € 14
Editore: Fernandel , 2009
ISBN 978 88 95865 09 6


Fernandel

Dopo un'inquieta adolescenza da rocker romano, trascorsa tra il Piper (quello vero, non lo scheletro disseccato visitabile di questi tempi) e le prove della sua band (i Lemons), Pablo Echaurren aveva perso le tracce del suo Precision, impegnato com'era ad iniziare una promettente carriera di artista figurativo. Ma evidentemente non ne aveva avuto abbastanza perché quarant'anni dopo lo ritroviamo con un (altro) Precision appeso al collo a martoriare i Ramones (il tempo passa). Ma il peggio arriva quando il nostro decide che il Precision non basta: li vuole tutti. O almeno tutti quelli su cui riesce a mettere le mani. Da qui alla scoperta del mondo dei collezionisti di strumenti vintage il passo è brevissimo e, soprattutto, è impossibile tornare indietro.

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Bassi istinti: Feticismo

Anch'io sniffo, ma i bassi.

Difficile pensare a qualcosa di meglio di Bassi istinti per inaugurare la sezione "Feticismo" di lettera.com.
Perché Pablo Echaurren è un feticista del basso elettrico e non ne fa mistero, e questo libro è un viaggio nei meandri del vizio del nostro eroe, una traversata dell'inferno dei collezionisti che ha la caratteristica di essere anche il loro paradiso. Aspettatevi lunghe (per le persone normali) dissertazioni sull'opportunità o meno di rimpiazzare le viti mancanti di pregiati "pezzi" vintage con volgari sostitute di ferramenta, o tirate (sacrosante) contro la moda del relic ossia degli strumenti finto antico che impazza in tutto il mondo, oltre ad aneddoti di ordinaria follia che danno conto degli incauti acquisti (via Internet ma non solo) che il nostro ha inanellato negli anni, in un crescendo che, dagli ovvi strumenti Fender, Gibson e Rickenbaker dei primi anni lo ha portato ad esplorare le esotiche lande della produzione italica (Crucianelli, Eko, Wandrè), ormai morta e sepolta ma non dimenticata. Per contro, poco o niente si dice del suono degli strumenti e, a dirla tutta, non è proprio una sorpresa.
Prima che cominciate a chiedervi che tipo d'uomo potrebbe sprofondare a tal punto sappiate che nessuno è al sicuro e che chi oggi pensa di che una cosa non potrebbe accadergli potrebbe essere la prossima vittima. Anch'io ero come voi, e ora, dopo qualche mese di bassi istinti sono diventato come lui...
Dimenticavo, alcuni pezzi della collezione Echaurren sono in mostra all'Auditorium di Roma (V.le de Coubertin) fino al 30 luglio 2009.


Marco Dellantonio  (06-07-2009)

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