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La futura classe dirigente
La futura classe dirigente
Peppe Fiore 
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Romanzo, Italia 2009
404 pp.
Prezzo di copertina € 16
Editore: Minimum Fax , 2009
ISBN 978-88-7521-210-0


Minimum Fax

All'alba dei ventisei anni Michele Botta è un promettente ideatore di fiction mentre la sua vita privata è un fallimento. Pedinato telefonicamente dai genitori, mollato dal migliore amico e dalla fidanzata, colpito da una fantomatica gastrite Michele, per circa un anno, affronta quella che sembra la peggiore delle crisi esistenziali.

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La futura classe dirigente: Trentenni sotto i riflettori

E' che se perfino i cani riescono a trovare il loro posto eccellente nel mondo, il fatto che io, dopo venticinque anni da essere umano, non ci sia ancora riuscito, significa evidentemente che l'errore è il mio.

Il difficile passaggio all'età adulta, momento percepito come un vero e proprio trauma dai trentenni di oggi, viene esplorato spesso dai giovani scrittori (ricordiamo Il gregario di Paolo Mascheri o Pugni di Pietro Grossi); .
I sintomi sono gli stessi: allontanamento dai genitori, dalla casa, dalle abitudini, ovvero dalla tradizionale famiglia italiana; completo disorientamento nel lavoro e nei rapporti interpersonali; un accentuato ripiegamento su se stessi senza alcun riferimento politico né sociale. In sintesi questi trentenni non trovano un posto, un proprio posto, nel mondo di oggi.
Ne La futura classe dirigente Michele Botta, figlio unico, intraprende questo percorso. Si trasferisce temporaneamente a Roma durante l'università e poi stabilmente con il lavoro. Michele tiene un rapporto tormentato con i genitori, che ora gli chiedono indirettamente di seguire i corretti comportamenti sociali della vita, quelli "da uomo adulto". Diventano sedativi alle sue ansie molti apertivi, le puntate della fiction Dr House, la pornografia online. Giorno dopo giorno Michele raggiunge l'ufficio, passa intere giornate a sviluppare progetti di fiction come il seriale Qua la zampa! ambientato in un canile, la sera fa incetta di drink e si congestiona con qualche navigata porno. E da cronico irrisolto Michele Botta... sbotta!
La novità del libro non sta nel finale, il rifiuto di un destino preconfezionato quanto nell'architettura della narrazione e nella scrittura seguita dall'autore. Peppe Fiore sceglie di fare di Michele Botta un narratore prolifico: è Michele, voce narrante, che srotola le vicende con la famiglia, con le fidanzate con il capo al lavoro, con i luoghi della città in cui vive, sempre accompagnato da una buona dose di ironia. Fiore poi riesce a creare una perfetta empatia tra i personaggi e il contesto accostando il gergo della medicina alle diverse situazioni "patologiche" della storia: "crampo del pensiero", "coma residuale", "necrosi della volontà", "fame chimica", "alopecia di cemento".
Per tutti questi motivi La futura classe dirigente si rivela una buona prima prova per noi insaziabili lettori, che già aspettiamo la seconda.


Claudia Savarese  (25-04-2009)

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