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Antidoti umani
Antidoti umani
Francesco Verso 
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Fantascienza, Italia 2008
430 pp.
Prezzo di copertina € 15
Editore: EDS Edizioni Diversa Sintonia , 2009
ISBN 978-88-96086-04-9


EDS Edizioni Diversa Sintonia

Un romanzo meta-fantascientifico basato su un mondo futuribile, nel quale esistono ancora le discoteche e i DJ, l'amicizia, l'amore e, nonostante tutto, le inquietudini per un futuro mai così incerto.

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Antidoti umani: Un mondo possibile

Ore 5:45 di mattina. L'inaccessibile Privé dello Stardust si concede ai passi strascicati di Felix e Bruno, i quali, superate le difese Salva V.I.P., costituite da due buttafuori coi kit del perfetto bodyguard, tubolare elettro-storditore e piastra formatta-memoria, si buttano stanchi e stralunati su un divano. Succhiano dello Ionix, una bevanda arricchita di ioni, indispensabile a reintegrare gli squilibri neurolitici del cervello. Felix butta la testa in avanti, facendo affluire sangue incontaminato alla sua propaggine più attiva [...] i DJ ne fanno un uso spropositato anche perché, come dice lui, "loro ci lavorano, col cervello".

"Forse un giorno l'uomo dipenderà dai media ai quali il suo corpo oggi è attaccato, in senso sempre più letterale, tanto quanto dipende dal suo stesso corpo. Forse l'uomo dipenderà dai suoi mezzi di comunicazione o informazione così come già dipende dai suoi stessi occhiali o dai suoi apparecchi acustici. La minimazione dell'elettronica accentua questa tendenza. La multifunzionalità degli strumenti anche [...]" Si può prendere spunto da questo brano, tratto dalla prefazione di Marc Augé scritta per il saggio di Massimo Melotti L'età della finzione, per esprimere un parere critico su Antidoti umani, basta solo aggiungere i cibi da consumare in un futuro ormai prossimo e il gioco è fatto. Certamente il libro tratta di fantascienza, ma fino a che punto, ci si potrebbe domandare? Cosa resterà dell'essere umano una volta che il suo Ego più profondo sarà incessantemente vessato dai cosiddetti cibi alternativi, dalla cibernetica, dal continuo, quanto ridondante, flusso d'informazioni, tanto da rendere il suo stesso corpo - e ne sarebbe certamente stato soddisfatto F.T. Marinetti, il deus ex machina del Futurismo - un'estensione di essi?
"Mi chiedo cosa succederà quando la fame sarà scomparsa. Si lavorerà ancora per ripagarsi un cibo a costo zero? Sebbene stiamo costruendo la sopravvivenza di molti nutriamo il sospetto che qualcun altro si prenderà la loro esistenza. E' facile da immaginare, abbiamo sentito parlare di risarcimento, di espiazione, d'incardinamento al lavoro. Non sappiamo quali siano le intenzioni dei finanziatori ma è probabile che non sia niente di buono."
Di cosa tratta il romanzo, dunque? Di un futuro assai prossimo, come già detto - seconda metà del XXI secolo -, di un mondo alienato, controllato e sedotto da un tutto sommato benevolo Grande Fratello planetario, il Globalframe, nel quale gli esseri umani non dovranno, ma sarebbe più corretto dire non dovrebbero più avere nessun tipo di problemi individuali, poiché tutto è stato o sta per essere deciso e programmato: sia l'alimentazione che il lavoro, sia il guadagno che il divertimento, sia il sesso che i sogni... sì, perfino le più segrete visioni oniriche. Un romanzo fantascientifico si è detto, oseremmo scrivere meta-fantascientifico, dato che in questo mondo futuribile esistono ancora le discoteche e i DJ, l'amicizia, l'amore e, nonostante tutto, le inquietudini per un futuro mai così incerto. In Antidoti umani si narra di un profluvio di tecnologie e strumenti ideati appositamente da una cerchia di plutocrati per la vita quotidiana, della fattibilità di connettere le menti a distanza, del poter penetrare nei sogni per meglio "educarne" le utenze, di apparati di sicurezza umani olografici, di una serie impressionante d'innesti per rendere i corpi più attraenti o per correggere alcuni problemi dell'uomo, come udito, olfatto, gusto e vista. Tutte modalità per giungere in apparenza a una vita relativamente migliore e per poter così alleviare la sofferenza dei comuni mortali. In questo romanzo d'esordio si trova perfino la biblica manna, grazie ad un rito settimanale, Amazzoni killer, discoteche con sistemi di condivisione, "olodisk" in grado di registrare la memoria cerebrale, "neurogrammi" che fanno rivivere i momenti vissuti, e non solo in prima persona, fino a giungere alle Radio clandestine, a geishe disposte a tutto, a gruppi di élite che vivono sulla luna, a megalopoli site nelle viscere della terra, ma in particolare si narra di loro, i cosiddetti antidoti umani del titolo, uomini e donne che combattono il potere di questo formidabile, ma falloso Globalframe. "E' questo che intendeva Marsja quando ha parlato di antidoti umani? Virus che non risiedono in un corpo ospite, ma vagano, spostandosi ove le possibilità di sopravvivenza consentano loro di continuare ad esistere?" Non si vuole andare oltre nella descrizione della sua trama, se non aggiungere che, come in ogni romanzo che si rispetti, vi sono i protagonisti principali e una miriade di personaggi solo apparentemente secondari, poiché tutti partecipano, chi più chi meno, al grande gioco della sopravvivenza interiore in questo universo iper-tecnologico e iper-mediatico. Vi sono Felix Navataar e Mona Satoshi, due antieroi che diverranno, loro malgrado, dei veri e propri eroi: lui è un poeta DJ, lei una intrepida giornalista on-line di origini samoane. E' essenzialmente intorno a loro che ruota l'intero racconto, nel quale sono accuratamente descritte le loro ambizioni, le loro incertezze, i loro sentimenti, le loro effimere fortune ed il loro amore eterno. Gli altri personaggi, che sono anch'essi stati ben tratteggiati nei loro caratteri - come l'ambizioso quanto simpatico Bruno, forse il più umano di tutti, amico e collega DJ di Felix - si possono dividere in due categorie: i buoni da un lato e i cosiddetti cattivi dall'altro, ma la faccenda è ben più complessa di quanto il lettore si possa immaginare.
Che dire ancora su Antidoti umani se non affermare che è ben congegnato, ottimamente scritto in un crescendo di emozioni sempre più intense, e aggiungere che al suo interno vi si trovano delle poesie ben amalgamate al romanzo? Una considerazione sul linguaggio usato dal giovane scrittore: è proprio l'espressività letteraria del testo a dare un tratto distintivo allo stesso, col suo continuo e dirompente intercalare fra le frasi composte in ottimo italiano e i molti testi qui disseminati, costituiti da idiomi cibernetici e parlate in cui si utilizzano termini ormai d'uso comune per gli appassionati del Web. Il testo appare già di per sé curioso nei titoli delle sue sezioni, veri e propri indicatori dei numerosi capitoli in oggetto, i quali ricordano nel loro stile quelli dei cosiddetti romanzi di formazione settecenteschi. Ma non basta, anche le citazioni poste all'inizio degli stessi capitoli sono alquanto singolari, dato che la maggior parte di loro sono, in realtà, delle auto-citazioni dei vari personaggi che costellano questo libro, da leggere e gustare pagina per pagina. Non si spaventi il lettore per la sua lunghezza - ben 586 pagine - visto che, man mano che si sprofonderà nella sua trama, avrà solo voglia di proseguire verso il finale al fulmicotone. Antidoti umani diverrà cibo per l'anima dei suoi lettori, provare ad assaporarlo per crederlo.


Roberto Barzi  (28-03-2009)

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