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Contrappunto. Tre film, un libro e una vecchia fotografia
Counterpoint: three movies, a book and an old photograph
Don De Lillo 
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Saggio, Stati Uniti 2004
38 pp.
Prezzo di copertina € 10
Traduzione: Matteo Colombo
Editore: Einaudi , 2008
ISBN 978 88 96 18873 3


Einaudi

Uno scritto brevissimo a raccogliere considerazioni su tre film, Atanarjuat, Trentadue piccoli film su Glenn Gould e Thelonius Monk: Straight no chaser; un libro, Il soccombente di Thomas Bernhard e una vecchia fotografia che ritrae Thelonius Monk, Charles Mingus , Roy Haynes e Charlie Parker.

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Contrappunto: Una raccolta di frammenti

Da bambino, Thomas Bernhard amava giocare a fingersi morto. Lo faceva per spaventare la madre. In seguito avrebbe scritto molto per il teatro, cercando per alcuni versi di organizzare anche la sua vita (e la sua morte) come performance artistiche.

Alle volte i grandi artisti sembrano esistere solamente per mostrarci panorami grandi, nuovi, con uno sforzo che sembra piccolo, addirittura casuale. Poche parole, semplici accordi, lo scatto di una fotografia sembrano nulla a fronte del grande cambiamento che alcune opere provocano dentro di noi.
E' questa la sensazione che si ha leggendo questo scritto apparso per la prima volta nel 2004 su Grand Street, rivista a tema in un numero dal titolo Delusions e che nella sua edizione italiana è un libro davvero brevissimo, dal piccolo formato, trentotto pagine di cui molte sono fotografie.
Con Contrappunto, termine rubato al gergo musicale che esprime la sovrapposizione di elementi di natura diversa, DeLillo mette assieme dei film, un libro e delle fotografie e attraverso questi parla di arte, di musica e di letteratura, del rapporto che gli artisti hanno con le loro opere e di come queste sono specchio delle loro vite.
Un saggio breve e illuminante che getta uno sguardo su quello schizofrenico senso si ricerca della solitudine (e di fuga da essa) che è innato in ogni essere umano, perché "Nelle culture antiche, il solitario è una figura maligna. Minaccia il benessere del gruppo. Noi però lo conosciamo perché lo incontriamo, in noi stessi e negli altri. Vive in contrappunto, una sagoma in sbiadita lontananza. Ecco ciò che è: persistentemente solo". Da leggere, e da sfogliare.


C.A. C.  (05-03-2009)

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