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Caro signor Capote
Dear Mr.Capote
Gordon Lish 
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Romanzo, Stati Uniti 1996
192 pp.
Prezzo di copertina € 16
Traduzione: Giovanni Garbellini
Editore: Nutrimenti , 2008
ISBN 978-88-95842-08-0


Nutrimenti

Senza tanti giri di parole, in Italia Gordon Lish è soprattutto conosciuto per essere lo storico e controverso editor di Raymond Carver. Caro signor Capote è il suo primo romanzo tradotto qui da noi ed è un testo covato dall'autore per anni. Siamo a New York, negli anni Ottanta. Fin dallo strepitoso incipit di ben due pagine, ci troviamo catapultati in un'inquietante lettera che un comune impiegato di banca scrive ad un Truman Capote ormai molto famoso. Davie, è questo il suo nome, offre in esclusiva al grande scrittore il racconto della sua vita di serial killer che uccide le sue vittime, solo donne, pugnalandole nell'iride dell'occhio sinistro. Il suo fine ultimo è che Capote ne faccia un capolavoro, che grazie al suo grande successo, possa assicurare un futuro senza sorprese a colui a cui più tiene al mondo, il suo bambino.

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Caro signor Capote: La voce giusta del caro signor Lish

Mi manca la gente del quartiere prima che traslocassimo.

"Mi manca la gente del quartiere prima che traslocassimo. Mi manca il modo in cui mi guardavano. Ma non mi mancano né Davie né chi lei ben sa. Erano cambiati. Quelli che cambiano non mi mancano. Mi manca solo ciò che erano prima di cambiare e mi continuo a chiedere perché lo siano. Cosa ci guadagnano? Io per conto mio, non capisco perché gli altri non possono essere tutti come il suo affezionatissimo, cioé in tutti questi modi diversi - me li nomini a uno a uno, coraggio! - contemporaneamente."
Ha inizio così un viaggio nelle visioni di un uomo: la sua ossessione per le figure assenti del suo passato, per le cose che non gli sono mai state spiegate, per certe parole, il suo umanesimo analfabeta, il minuscolo e gigantesco mondo fatto di onde mentali e intermittenze, l'umorismo posticcio, l'erotismo patetico fatto di erezioni indotte dal ricordo, il pudore quasi infantile nel parlare di certe cosucce come il cunnilingus e la fellatio. Davie sembra alternare le sue visioni elementali a momenti di lucidità disarmante, in cui parla con distacco, in punta di lingua; e proprio nel cuore di questa densità emotiva, Lish, con la sua lingua antimusicale, nutrita di sporcature, ripetizioni e nonsense, crea una bolla di purezza inusitata.
Leggendo, si ragiona con il protagonista; il suo mondo si appiccica sulla pelle come colla piovuta dal cielo e si smette persino di chiedersi se sia tutto vero o se invece sia solamente la traccia su carta della ferita per la fine dell'umanità, per una purezza irrimediabilmente perduta.


Alessandro De Santis  (24-01-2009)

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