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La veglia inutile
The Wasted Vigil
Nadeem Aslam 
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Romanzo, Inghilterra 2008
300 pp.
Prezzo di copertina € 18
Traduzione: Delfina Vezzoli
Editore: Feltrinelli , 2008
ISBN 978880701768


Feltrinelli

Nella casa di Marcus Caldwell, nell'epicentro di un Afghanistan in cui la guerra è ormai una presenza endemica i libri sono inchiodati al soffitto. Quelle pareti, se potessero parlare, racconterebbero secoli e secoli di passaggi, di atrocità e di speranze, di misteri e di piccoli e faticosi gesti quotidiani, di spettri e di fuggitivi che, quasi attirati da uno snodo magnetico, si sono avvicinati dalle più lontane asperità del deserto e da tempi segnati dalle invasioni straniere e dai conflitti tribali.

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La veglia inutile: Mappe per dannati, fantasmi e sopravvissuti; nell'Afghanistan di Nadeem Aslam

Noi impariamo a conoscere nei minimi particolari ciò che è più costante intorno a noi. Le genti del deserto producono ottimi astronomi.

Lara, David, James e Casa come provenienti dai quattro punti cardinali, convergono nella casa di Marcus e si portano dietro un bagaglio immane di storie perché "il mondo è pieno di fantasmi senza dimora, e dicono che una volta che una casa è stata completata dal tetto, viene occupata da un fantasma". Lara, il cui nome evidentemente non può non ricordare il dottor Zivago, arriva in Afghanistan in cerca di una traccia del fratello, un soldato sovietico disertore e disperso. Inseguendo il suo ricordo, ormai poco più di un'ombra, incrocia le vite e i racconti degli altri, rimasti come imprigionati nell'Afghanistan e nella guerra perché "perfino l'aria di questo paese ha una storia da raccontare sulla guerra. Qui è possibile prendere un pezzo di pane da un piatto e, seguendolo fino alle sue origini, raccogliere una dozzina di storie sulla guerra, come abbia colpito la mano che lo tirava fuori dal forno, la mano che lavorava la pasta, quali siano state le ripercussioni della guerra sul campo in cui cresceva il grano". Dall'invasione sovietica ad oggi, ma ancora prima con l'occupazione britannica e con le guerre tribali e via via fin alla notte dei tempi l'Afghanistan è un luogo, uno spazio, forse anche una condizione in cui "le guerre di domani potrebbero essere generate dalle guerre di oggi, esserne una continuazione" e dove massacri, torture, devastazioni sono tali da rendere la paura palpabile anche attraverso le parole. Così questi cinque personaggi in cerca di un nome da dare alla loro sopravvivenza scelgono il destino, che "è la parola più a portata di mano quando non si conosce il nome del distruttore o della cosa distruttiva". Nadeem Aslam prende tutto ai suoi personaggi, non concede alcun respiro consolatorio, non mitiga la durezza di quello che ha visto e sentito, non si lascia ingannare dall'illusione o dalla vana speranza (ad un certo punto riesce anche a dire: "La guerra non è finita. La guerra vera sta per cominciare" ma non dimentica che un libro è un passo importante, che si può vivere in molti modi: "Talvolta si ha bisogno di godere di un libro amato solo per la storia che racconta, e le edizioni più piccole facilitano questo piacere perché l'occhio si muove rapidamente sulla pagina dai caratteri fitti. Altre volte invece si desidera assaporare la prosa, il ritmo dei periodi, la precisione con cui una parola è incastonata in una frase, e in questo caso i caratteri più grandi aiutano a rallentare la lettura, a fermarsi a ogni virgola. A godersi il paesaggio". Nella "veglia inutile" l'unico orizzonte sicuro sono le pareti della casa di Marcus, quelle con i libri inchiodati sopra come una protezione supplementare, o forse come un monito costante perché "è attraverso le storie che noi giudichiamo le nostre azioni prima di compierle" ed è proprio così che nella florida scrittura di Nadeem Aslam il rosario sgranato da Lara, David, James, Casa e Marcus diventa un romanzo bello, complesso, intenso e doloroso.

Marco Denti  (10-12-2008)

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