Allegri e disperati
Allegri e disperati. Diventare grandi in Italia oggi
AA.VV.
Racconti,
Italia
2008
131 pp.
Prezzo di copertina € 12,50
Editore:
Barbera
,
2008
ISBN 9788878992405
Barbera
Otto giovani scrittori si cimentano ciascuno nella stesura di un racconto sul tema del passaggio all'età adulta nell'Italia di oggi. Disillusioni politiche, fallimento emotivo e professionale, precariato, individualità e bisogno di coppia, sono solo alcuni dei temi che si alternano restituendo un mosaico che ritrae la difficoltà di diventare grandi e di raccogliere il testimone del passaggio generazionale. Il sogno di orizzonti lontani (senza sapere magari dove siano veramente) si infrange contro gli scogli delle responsabilità e la fine delle illusioni di una giovinezza a volte troppo lunga.
Allegri e disperati: Nostalgia di un graffio giovane
E' anche da segnali come questo che capisci di non essere più un ragazzino. E' che oggi ingrassi sul serio, se per quattro giorni mangi pesante. E' che i capelli bianchi non sono più un episodio saltuario e spettacolare di cui informare la famiglia, sbracato dalle risate. E' che alla quarta birra pensi al fegato e ti fermi. E' che certi sabati sera, a mezzanotte e mezza, proponi di andare a casa perché hai sonno.
Partiamo da una premessa: non c'è letteratura che non sia necessaria. La grande opera, certo, ma anche il diario di un adolescente, il taccuino di viaggio, la poesia, l'aforisma. Come ogni forma d'arte, probabilmente, anche la scrittura parte da un bisogno di compiere un gesto definitivo, radicale, un'azione che possa concretizzare in qualche modo una presa di posizione altrimenti sterile, vuota ed inutile. Se poi il soggetto è quello del passaggio tra giovinezza ed età adulta, tema peraltro caro alle letterature di ogni epoca e luogo (la "linea d'ombra", espressione forse abusata ma sempre emozionante e ricca di suggestioni), tema di narrativa tra i più avvincenti proprio perché argomento universale, viscerale, sanguigno, la radiografia di un nervo scoperto, in questo caso la carica emotiva sottesa alla parola si è sempre fatta preludio ad una creazione potente ed esplosiva, come una molla, compressa, che aspetta un gesto di rottura per partire di scatto, verso direzioni impreviste.
Purtroppo tutto questo manca in questi racconti a firma di alcuni degli autori tra i più interessanti di questi ultimi anni, molti dei quali già recensiti in lettera.com, peraltro spesso con esiti folgoranti e di grande interesse (tra gli altri Missiroli, Vaccari, Dadati). Per quanto a partire da punti di vista tra loro molto diversi, i racconti si rassomigliano nella mancanza di rabbia, di scontro, e di soffocamento che costituiscono la componente comune al momento di transizione generazionale che lega uomini e donne nel loro ingresso in età adulta. E a tal proposito: su otto autori, nemmeno una voce femminile?
Allo stesso tempo inoltre il titolo sembra non perfettamente centrato, forse pleonastico rispetto al sottotitolo, più incisivo e meno lapidario. Viene da pensare che l'assenza di energia e di passione che contraddistingue il presente in Italia abbia purtroppo contagiato scritture che in passato avevano invece saputo raccontare in modo molto più riuscito sentimenti profondi, nervi scoperti, emozioni complesse. In ogni caso, in questi otto racconti non si trovano tracce d'allegria o disperazione. Non si trova autenticità.
Forza ragazzi: riscattatevi, adesso. Vi aspettiamo.
Alberto Campagnolo
(10-12-2008)
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Il libro mascherato
Le storie non finiscono mai, forse, ma c'è un momento in cui diventano altre. Di altri. E quello è il momento in cui ci si può fermare. E si può raccontarle.]
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