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30 e lode senza studiare
30 e lode senza studiare. Manuale per gli intelligenti che non si applicano
Lorenzo Ait 
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Manuale, Italia 2007
204 pp.
Prezzo di copertina € 14
Editore: Castelvecchi , 2007
ISBN 978-88-7615-198-9


Castelvecchi

"Amate studiare? Fatelo per conto vostro, perché ormai l'Università non può fare molto per voi." In questo suggerimento è racchiusa tutta la filosofia di Lorenzo Ait, che ha voluto rendere esplicita la sua esperienza universitaria in un volume, anzi in un manuale che dovrebbe essere considerato dagli studenti la bibbia degli universitari fannulloni.

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30 e lode senza studiare: Non studiare a volte aiuta

Per trovare un posto di lavoro, oggi conta di più la capacità di crearsi una propria cultura individuale.

"Amate studiare? Fatelo per conto vostro, perché ormai l'Università non può fare molto per voi." In questo suggerimento è racchiusa tutta la filosofia di un ex studente, anzi dell'ex studente per definizione: un universitario intelligente, che non si è poi applicato più di tanto - a suo dire - per ottenere la sospirata laurea. Il suo nome è Lorenzo Ait e ha voluto esplicitare la propria esperienza in un volume, anzi in un manuale che dovrebbe essere considerato dagli studenti la bibbia degli universitari fannulloni: 30 e lode senza studiare. Manuale per gli intelligenti che non si applicano.
In questo libro l'autore insegna come "mostrarsi uno studente modello, sfruttando la propria intelligenza non per applicarsi nello studio di cose inutili, ma per [...] dedicarsi privatamente a ciò che interessa davvero." Il principio da cui parte è meritevole, così come molte osservazioni e disquisizioni sul ruolo propedeutico degli insegnanti in generale, e dei docenti in particolare. Ait scrive, senza troppi giri di parole, che s'insegna senza conoscere ormai i principi basilari dell'insegnamento. In poche parole più che "fare imparare" - anche se vi sono moltissimi casi di insegnanti che amano ancora il loro lavoro - le principali nozioni, le materie ai loro studenti, i professori si limiterebbero a esplicitare il loro compito come dei normali impiegati, non demandando quindi il vero sapere agli allievi. Come dovrebbero comportarsi, dunque, gli studenti per superare gli esami? Fregando a loro volta gli insegnanti, o per meglio dire i docenti, poiché il volume è dedicato agli universitari. Lorenzo Ait giustifica il suo consiglio scrivendo "Di chi è la colpa di questa situazione? Non certo dei ragazzi, che vengono diplomati dalle scuole superiori senza alcuna verifica seria, e vengono abbindolati a colpi di tesine ed esami fotocopia, per conseguire una laurea che nel migliore dei casi è un viatico all'emigrazione intellettuale. Nel sistema attuale, la laurea è ormai un male necessario, una medicina amara. Inutile studiare per ottenerla." Molto meglio riuscire ad apparire uno studente esemplare, senza alcun bisogno di dover studiare per davvero nozioni inutili, libri altrettanto insignificanti, che hanno solo lo scopo di far perdere tempo. Molto meglio informarsi, leggere e, perché no, studiare per mero interesse: "Forse non vi farete una grande cultura accademica, ma almeno leggerete più libri interessanti, vedrete più film importanti, riuscirete a vivere un rapporto più sano con la cultura."
Una lunga serie di consigli utili - intervallati da statistiche e riferimenti al mondo del lavoro - per quei furbi che non si faranno nessun tipo di scrupolo nel fingersi persino disabili, pur di impietosire il docente di turno. Ci vuol pure, infatti, un po' di accortezza anche nell'universo degli irresoluti: per procurarsi validi risultati bisogna "prepararsi" bene. Ed è proprio qui che 30 e lode tornerà conveniente, indicando addirittura la migliore sedia a rotelle in grado di scuotere anche una commissione di professori determinati. Ma in questo libro non c'è solo l'accorgimento dello studente "finto-paralitico". Se si metterà mano al portafoglio si potrà perfino far sostenere l'esame ad un sosia o anche solo ad un tizio dalla generica rassomiglianza, dato che la foto sul libretto universitario non la osserva nessuno con impegno. Puntare poi su una serie di frasi-chiave che disporranno al meglio l'esaminatore nei confronti dell'esaminato. E dove non basteranno le frasi appropriate, le future studentesse sanno bene che minigonne e décolté possono fare miracoli. Secondo il "docente" Ait (laureato con 103/110 in Scienze della Comunicazione) i maschi dovranno all'opposto puntare più sull'astuzia, perfino ricorrendo allo stratagemma del "foglio caduto in corridoio". In cosa consisterebbe il trucco? Mentre gli studenti che studiano per davvero saranno impegnati nella prova scritta, lo studente inidoneo uscirà prontamente e con nonchalance dall'aula per conoscere senza fretta le risposte esatte. Poi, una volta conclusa la prova, quando ormai il docente starà andando via con la pila degli elaborati in mano, "tu gli chiedi se gli è caduto per terra proprio il foglio che gli esibisci." Conclusione? "Lui, stanco e distratto, guarderà il foglio notando data e intestazione della sua materia. In quel preciso istante crederà d'averlo perso e ritrovato. E ti ringrazierà."
Però il vero professionista della truffa universitaria sarà quello che riesce ad abusare non solo dei punti deboli dei professori, ma persino dell'ingenuità dei suoi compagni di corso. L'obiettivo sarà dunque quello di riuscire a plasmare una squadra di lavoro in grado di far fare un "figurone" all'intelligente che non si applica, ritagliando per sé la mansione più inutile e meno spossante. Un consiglio? "Autocandidarsi a 'responsabile del supporto audiovisivo'": si tratterà in sostanza di procurarsi una serie di foto e CD, ma agli altri membri del team di lavoro sembrerà che tutto ruoti attorno a lui.
Un "Manuale per gli intelligenti che non vogliono applicarsi", che non può certo mancare nelle sobrie librerie di chi non ravvisa più nell'università alcun ruolo formativo. L'imbeccata dell'autore è quindi di "smettere di studiare per ore, quando è possibile superare gli esami senza aprire libro o aprendolo il minimo indispensabile." Si avrà così "molto più tempo libero da dedicare alle cose davvero importanti della vita: vedere bei film, frequentare ambienti e persone stimolanti, viaggiare [...]" Non prima, però, di essersi impossessati di "sofisticate tecniche di sabotaggio e manipolazione psicologica, per sopravvivere all'università." Buona fortuna!


Roberto Barzi  (10-12-2008)

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