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Il mio capo è un bastardo
My boss is a bastard
Richard Maun 
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Saggio, Inghilterra 2006
239 pp.
Prezzo di copertina € 10
Traduzione: Edy Tassi
Editore: Piemme , 2008
ISBN 978-88-384-8949-5


Piemme

Ecco delle buone regole per costruire un kit di sopravvivenza personale nell'ambito lavorativo che, nell'immaginario collettivo, si materializza in uno zoo pieno di belve feroci ed animali furbi non da evitare, ma da comprendere per attuare un modo di relazionarsi efficace ed efficiente.

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Il mio capo è un bastardo: Percorsi inversi

A volte, nonostante quello che abbiamo imparato, capita che veniamo ancora presi alla sprovvista. Non siamo dei robot. Siamo esseri che pensano e che hanno dei sentimenti. Persone che reagiscono le une alle altre e che possono inciampare in una delle piastrelle sconnesse del nostro pavimento emotivo. La vita è davvero così, perciò non ha senso che vi angosciate per qualche occasionale errore. Chiedete scusa. Ridetene e andate avanti. La gente vi rispetterà per questo.

Richard Maun attraverso questo libro effettua un percorso a ritroso con il buon proposito di cercare di ammorbidire l'approccio, troppo spesso negativo, che si può instaurare in un rapporto di relazioni sopra la pari.
Quindi, definendo il capo come un bastardo ma senza descriverlo come tale, tutt'al più paragonandolo simpaticamente a quattro diverse tipologie di animale (coccodrillo, leone, elefante e mangusta) sia caratterialmente che come modo di porsi, indica tutti quelli che dovrebbero essere i passi fondamentali da seguire per ottenere una maggiore consapevolezza di se stessi, delle proprie capacità, degli obiettivi che si vogliono perseguire, dei punti di forza, della conoscenza dell'ambiente per raggiungere un miglioramento dei rapporti soprattutto nell'ambito di strutture gerarchiche.
L'autore utilizza la metodologia della "psicologia al contrario", orientata a soggetti profondamente convinti dei propri punti di vista.
E' cosa saggia ed indispensabile avere delle proprie convinzioni, ma a volte può accadere, anche inconsapevolmente, che ci si possa accanire nei confronti di una persona, di una situazione o di se stessi rispetto a quella determinata condizione.
Quando poi tutto questo si verifica in ambito lavorativo potrebbe portare a delle conclusioni davvero sconvenienti. Per questo motivo gli spunti di riflessione come i quindici spunti relativi al futuro che si desidera realmente, le undici alternative comportamentali da adottare che si possono scegliere ed ancora, altri quindici suggerimenti per raggiungere in concreto il proprio sogno ("-fissare quell'incontro, parlare col proprio partner, parlare con un consulente, passeggiare per riflettere-"), oltre a diverse tecniche di autocontrollo, di messa in evidenza dei propri talenti, del controllo dell'ego e delle cose superflue, possono davvero aiutare ad ottenere una visione più oggettiva del contesto e di se stessi.
Ed è proprio attraverso una sempre più attenta e profonda autoanalisi che si può migliorare. Così gli acquazzoni presto si trasformeranno in una sottile pioggerella, il mondo si asciugherà in fretta con il sole che ammicca tra le nuvole, e ci attenderà di sicuro una bellissima giornata.


Claudia Esposito  (30-11-2008)

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