Minimum Fax
Eddie Felson, giovane virtuoso del biliardo, è partito dalla California e per quattro mesi ha giocato nelle sale di provincia spillando pochi dollari per volta ai pivelli. Il suo sogno però è entrare da Bennington, a Chicago, e sfidare i giocatori professionisti più famosi. Qui lo aspetta una battaglia epica di quaranta ore filate con Minnesota Fats, il miglior giocatore d'America. Ma prima ancora che contro un avversario è una sfida con se stesso, e neppure Eddie sa bene qual è la posta in gioco. Per rendersene conto dovrà vincere, perdere, cadere e provare a rialzarsi .
Lo spaccone: "Un talento su cui scommettere"
Charlie, stai cercando di minare la mia fiducia in me stesso? Lo sai che devo giocare da Bennington. E' tutta la vita che sto sotto il pelo dell'acqua, non sono nessuno, solo un piccolo provinciale che bazzica sale per dilettanti.
Sono certo che Tevis non si offenderà se per commentare il suo Lo spaccone parto dalla prefazione di Fabio Stassi che, prima nel titolo e poi in poco più di cento righe, riesce a cogliere con estrema efficacia l'anima del romanzo e, credo, quella dell'autore.
"Questa storia è stata la mia prima favola adulta. Riguardava la fine dell'infanzia, l'andare per il mondo con la spacconeria degli adolescenti, l'essere sconfitti e il cercare una rivincita... riguardava la malattia e la mancanza, e un qualche talento su cui scommettere: coraggio e paura; perdita e speranza".
"Un talento su cui scommettere" mi sembra un tema interessante che offre seri motivi di riflessione.
Eddie Felson scommette sulla sua abilità con stecca e biglie. Ha già vinto in tutte le sale da biliardo della provincia americana ma il suo sogno è arrivare a Chicago, entrare da Bennington e incrociare la stecca con Minnesota Fats, il miglior giocatore di centoventicinque del paese. Sarà la partita della vita.
Charlie, suo maestro e compagno, cerca di dissuaderlo.
"Senti Eddie. Ricordi che ti avevo chiesto di stare alla larga da Chicago?
Perché?
Potresti prenderle.
Allora non dovrei nemmeno giocare, visto che posso sempre perdere, no? Forse dovrei fare sul serio il commesso viaggiatore. Il rappresentante di prodotti farmaceutici."
Ma Eddie quella partita deve giocarla, costi quello che costi.
Nella sfida con Minnesota Fats non ci sono in gioco solo qualche migliaio di dollari, ma qualcosa di molto più importante, qualcosa che da solo può dare senso a un'esistenza.
Anche Tevis la sua partita deve giocarsela fino in fondo: il talento su cui scommettere non è il biliardo ma lo scrivere.
Anche Tevis deve provare a vincere per trovare il suo posto nel mondo, per tutti quelli che non ce la fanno, per tutti gli sconfitti della vita, vincere per riscattarsi da un'esistenza mediocre, dalla malattia, dalla solitudine.
A questo riguardo è illuminante il profilo bio-bibliografico, a firma Andreina Lombardi Bon, che precede il romanzo: conoscere la vicenda umana di Tevis, le sue vittorie e le sue sconfitte, soprattutto le sconfitte, ci aiuta più di ogni altra cosa a entrare nella psicologia dei suoi personaggi, a coglierne e apprezzarne le sfumature più sottili. E non parlo solo di Eddie ma anche di Sarah, la ragazza bassa di statura, pallida, dall'aria stanca e intelligente, che il nostro incontra all'alba al bar di una stazione di pullman. Fabio Stassi, sempre lui, definisce quello tra Eddie e Sarah come "uno degli incontri d'amore più belli della letteratura mondiale".
E Tevis? Credo tranquillamente di poter dire che c'è un po' di Tevis in entrambi.
Chi ha visto il film Lo spaccone con Paul Newman deve leggere anche il romanzo.
Deve leggerlo anche chi non ha visto il film ma ama il biliardo, così come lo deve leggere chi non ha mai visto il film e non ha mai preso una stecca in mano. Quale migliore occasione per entrare in una sala da biliardo e nelle regole di un gioco ricco di fascino che un po' assomiglia al gioco della vita. Tevis ce lo racconta con una cura dei particolari ed una ambientazione iperrealistica che potrebbe apparire strana in un autore tradizionalmente considerato come un maestro della fantascienza.
Ma non importa che si giochi a centoventicinque, a carambola o a una buca, quando uno è un campione. E Tevis lo è.
Giancarlo Montalbini
(25-10-2008)
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