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La strada per Memphis
Cripple Creek
James Sallis 
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Noir, Stati Uniti 2006
225 pp.
Prezzo di copertina € 17
Traduzione: Luca Conti
Editore: Giano , 2008
ISBN 9788862510172


Giano

John Turner è costretto, suo malgrado, a tornare per le strade e nella notte a Memphis alla caccia di un fuggitivo e di un quarto di milione di dollari. L'evento, insieme all'arrivo di Val, una ragazza che s'insinua nelle solitarie abitudini di Turner, mette a soqquadro per l'ennesima volta la sua vita. Da quel momento in poi i killer di mezza America firmano contratti in suo nome.

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La strada per Memphis: Memphis Blues Again, il ritorno di James Sallis

Và un po' a saperlo. Il maglio ci pende sul capo, mentre andiamo avanti con le nostre piccole cose, pagare le bollette, pulire l'acquaio, cambiare le corde al banjo, scordarsi di dire a chi ci sta accanto quanto gli (o le) vogliamo bene.

Forse per James Sallis la scrittura e la narrazione sono come gli strumenti musicali per Turner, i suoi amici che suonano le canzoni della Carter Family, ovvero "attrezzi, come le vanghe o le padelle. Un qualcosa che ti aiutava a tirare avanti". E' quasi palpabile, in questo romanzo più che in ogni altra occasione (forse con l'eccezione di Drive), il lavoro grezzo e nello stesso tempo raffinatissimo di James Sallis. Scene tagliate con l'accetta, andando alla sostanza dell'azione, senza perdere tempo in dettagli insignificanti o accenti marginali e personaggi che si muovono tra le pagine come se fossero creature indipendenti dalla trama dell'autore e dai desideri del lettore, primo fra tutti un Turner più esistenzialista che mai, che fa così il punto della situazione: "Di nuovo nel mondo, così strano e familiare allo stesso tempo. Questa era la mia vita. Nessuna lungimiranza né epifania a trapelare dalle assi del pavimento, colonna sonora dei miei giorni vuoti, escluso il ronzio dei ricordi che non smettono di tornare". Sembra di sentire una canzone di Hank Williams e non è un mistero che la musica popolare americana, in particolare le sue radici, come scrive nella puntigliosa e dettagliata postfazione Tiziano Gianotti, editore che ha avuto l'intuizione di importare James Sallis "sia una componente fondamentale della cosmologia sallisiana. Si può dire che conferisca il mood alla sua narrativa, ma anche che costituisce una precoce e rivelatrice esperienza della forma aperta alle improvvisazioni, che diventerà l'elemento distintivo dei suoi romanzi". Non si potrebbe dire meglio e visto che il blues di Memphis (comprensivo, oltre a quello di Hank Williams, anche del fantasma di Elvis, che tra l'altro gioca in casa) è decisamente una medicina amara da mandare giù, va detto che è anche uno splendido romanzo a tutto tondo che racconta l'amarezza di perdere piccole gioie e grandi bellezze della vita, con la musica e la letteratura in cima alla lista.

Marco Denti  (09-10-2008)

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