Stampa Alternativa
Un piccolo, quanto illuminante volume, che illustra le vignette di Vauro contro la proibizione delle droghe leggere.
Droghe leggere: E' solo erba, che faccio?
Punibilità anche per le droghe leggere: "Dove passo io non crescerà più l'erba!"
"Proibire, che passione, potessi proibire proibirei la guerra, e Pippo Baudo, proibirei la miseria e le facce da culo, proibirei l'arroganza e le auto blu, proibirei l'ignoranza e gli ultras della curva sud, proibirei il denaro e "tengo famiglia", proibirei gli esperti e i foruncoli sul naso, il chewing gum che non si attacca al lavoro del mio dentista e 'ciai na piotta?' Proibire, che palle proibire, sono antiproibizionista." Così scrive Vauro, l'arguto vignettista dalla lingua tagliente. Lui è istintivamente contro la proibizione, anzi per paradosso si potrebbe dire che, se potesse, giungerebbe addirittura a vietare il verbo proibire. Figurarsi quindi quando si tratta di cannabis, anzi di "canna bis", come recita una delle sue più pungenti battute, nella vignetta in cui si vede un ragazzo fumare, nella parte destra, uno spinello, o canna, e, nella sinistra, due spinelli contemporaneamente, "canna bis", appunto.
Questo e numerosi altri storici disegni satirici sono il fulcro del delizioso volumetto dal titolo inequivocabile Droghe leggere, nel quale Vauro ha disegnato, satireggiando e imprecando alla sua maniera, da toscanaccio anarchico quale è, alcune celeberrime tavole contro il divieto delle droghe leggere, soprattutto dopo essere divenuto militante del "CORA", il coordinamento radicale antiproibizionista.
Il lettore, o meglio il visore di questo libretto, tenga conto che si tratta di una riedizione del 1989, ai tempi della lotta e della successiva legge contro le droghe leggere. Non è poi cambiato molto, anzi nulla, da allora - se non per un fortissimo aumento dell'assunzione di cocaina -, infatti ancor oggi, in pieno 2008, si discute aspramente su di esse. Per questo l'editore Baraghini ha pensato di pubblicarlo di nuovo, forse con la speranza che i dirigenti di partito e quelli di Governo non condannino più, a torto o a ragione, un giovane che si fa una semplice canna, "anzi, due", come sembra alludere il geniale Vauro. Semplici vignette dunque, per poter riderci sopra, per comprendere che in un mondo sempre più consumistico quanto violento, affamato e violentato, non si debba fare troppo caso a un po' di marijuana, o no? "La vita ragazzi, non bruciatela con la guerra." Vauro docet.
Roberto Barzi
(28-09-2008)
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