Piemme
In una cittadina dell'Italia centrale vive Adele, anni quarantacinque, sposata con Antonio, senza figli. Dopo il matrimonio ha lasciato il lavoro per occuparsi del marito e della casa. Appassionata di cucina, ha dovuto accantonare il suo grande sogno: quello di diventare chef.
Ma un giorno scopre che il marito le nasconde qualcosa e la sua vita cambia. Si sente offesa, eppure si rende conto che era infelice e insoddisfatta anche prima. Si era imposta di adattarsi a confini troppo stretti e la noia la stringeva come in una morsa.
Approfittando dell'assenza di alcuni giorni del marito, fa la valigia e va a trovare, insieme alla cognata Irina, zia Clelia, padrona di un ristorante, dove era già stata a lavorare da ragazzina. La zia le offre di fermarsi e di condurre l'attività con lei. Ma Adele non è ancora pronta a ribaltare così all'improvviso le sue consuetudini e torna a casa, a una quotidianità spenta, insieme al noiosissimo e fastidioso marito. Ma non per molto.
Adele né bella né brutta: Di una donna e d'altre donne
La domenica infatti scivolò via come ci si aspettava. E ora eccola qui, Adele, in questa prima mattina di libertà. Le sembra che sia la prima di tutta la sua vita, anche se forse non è così. Eppure la sensazione è profondamente reale, non si sbaglia, quel senso di libertà se lo sente sulla pelle, lo respira, come quando si entra in una stanza ridipinta di fresco e l'odore penetrante della vernice si mescola con quello dell'aria che entra a fiotti dalle finestre lasciate aperte e tutto sa di nuovo e di pulito...
La storia di una donna che, vicina alla menopausa, decide di cambiare direzione, di cambiare vita, letteralmente. Con l'aiuto di altre due donne - la zia Clelia e la cognata Irina, immigrata dalla Russia - la protagonista, Adele, affronta il cambiamento radicale sfidando i luoghi comuni, il marito superficiale e ottuso, le chiacchiere perbeniste del paese in cui vive da tanti, troppi anni, dopo aver rinunciato al suo sogno: diventare una cuoca. Stavolta non rinuncerà a sognare ancora, semplicemente non rinuncerà a vivere, e insieme a lei anche Clelia e forse Irina troveranno il coraggio di cambiare qualcosa. Ma prima di tutto, per poter rinascere, Adele dovrà sprofondare nell'incubo che ha rimosso tanti anni prima; solo allora potrà rinascere del tutto e tornare a vivere, e forse, ad amare. Tra mutande macchiate di rossetto e slogan razzisti contro tutto ciò che è diverso, Adele costruisce una sorta di vendetta contro l'uomo che ha sposato; uomo che in realtà non è il vero, o perlomeno l'unico, responsabile della tristezza che accompagna la vita della moglie, ma sarà il capro espiatorio contro cui lei sfogherà tutta la sua amarezza. Il libro presenta con una certa frequenza temi legati alla convivenza pacifica, alla tolleranza, al rispetto reciproco, intenti lodevoli senza dubbio; ed è di certo un libro in cui molte donne si riconosceranno, ma nel contempo si denota un certo disprezzo da parte delle protagoniste nei confronti di una buona fetta del genere maschile, mentre viene enfatizzata, per contro, l'umanità di quelli che vengono da altri paesi; una generalizzazione quindi, che in quanto tale, appare non propriamente condivisibile. Nel complesso, parafrasando il titolo, un libro né bello né brutto.
Luigi Brasili
(28-09-2008)
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Il libro mascherato
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