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Esperipenti
Esperipenti
Luca Arnaudo 
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Racconti, Italia 2007
132 pp.
Prezzo di copertina € 12
Editore: Nerosubianco , 2007
ISBN 9788889056219


Nerosubianco

I pensieri nascosti negli scacchi di una tovaglia, l'avanzare aereo di un funambolo, una provincia in cerca del suo geografo, due enigmatici gentiluomini d'altri tempi ospiti di una foto sbiadita: sono solo alcune delle immagini descritte in questi racconti come visioni fuggitive. Dietro l'angolo, una teoria di storie sorprendenti dove una sofisticata invenzione, la curiosità dell'inatteso e una svagata erudizione costituiscono un incentivo alla lettura.

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Esperipenti: Paradossi ed artefatti d'altri tempi

Io non capisco. Non capisco come certa gente possa avere timore del buio e poi chiudere tranquillamente gli occhi per dormire, restando da sola nell'oscurità della mente, in compagnia di tutto ciò che ha dentro di sé: i sogni sono carceri zoologici che ospitano esseri ben più terribili di quelli reali.

Un libro difficile, ma affascinante ed algebrico. Questi racconti di Luca Arnaudo, giovane poliedrico scrittore piemontese, partono spesso da spunti semplici di vita quotidiana, per poi andare alla deriva, toccando paradossi spesso surreali tanto quanto inaspettati. Moltissimi i richiami alla scrittura di Borges (peraltro citato in una nota a piè di pagina) e ai suoi sforzi estremi dell'immaginazione, ma con un lessico più ricercato, quasi medievale nella ricerca del preziosismo cesellato della parola, nella prossemica convessa delle relazioni che legano i protagonisti di questi racconti agli spazi e ai tempi con i quali s'interfacciano. Ogni racconto dura poche pagine e spesso, anche in conseguenza di una sintassi particolarmente articolata nella paratassi, richiede al lettore un processo mentale non immediato e a tratti poco spontaneo. Ne esce un ritratto sarcastico e a tratti divertente del "punto di vista": quasi come se la focalità del narratore non sia mai volontariamente limpida e cristallina, ma ogni volta alterata da una qualche bizzarra distonia.
Chiave di volta del libro il suo titolo, anch'esso di interpretazione non univoca (come del resto ogni racconto). Questa crasi tra il lemma spagnolo esperpento (con una duplice accezione, "lo que se considera muy feo, ridicolo o de mala aparencia"; "genero literario teatral que se caracteriza por buscar una deformacion sistematica de la realidad, intensificando sus rasgos grotescos y absurdos") e quello italiano esperimento, sintetizza il mosaico pulviscolare dei punti di partenza della narrazione, combinati al ventaglio di possibilità di percezione e di comprensione del testo ad opera del lettore. In effetti, la scrittura di Arnaudo è molto poco italiana, distante quindi dal filone della tradizione narrativa del genere racconto (comunemente più semplice nel lessico, nel contenuto, nella trama), e tradisce allo stesso tempo una finissima posizione intellettuale ad ampio spettro, cui consegue un'inusuale curiosità nella lettura. Guidoriccio da Fogliano, Novalis, Wittgenstein cadenzano con le loro evocazioni le pagine di questo libro, vero florilegio di immaginazioni, bizzarre e raffinatissime.
Molto interessante e ben riuscita la veste grafica del testo e della copertina.


Alberto Campagnolo  (25-08-2008)

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