?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
I pesci dell'amarezza
Los peces de la amargura
Fernando Aramburu 
blank
Racconti, Spagna 2006
216 pp.
Prezzo di copertina € 16
Traduzione: Elisa Tramontin
Editore: La Nuova Frontiera , 2008
ISBN 978-88-8373-107-5


La Nuova Frontiera

10 racconti cui fa da sfondo la violenza che dalla fine degli anni '50 insanguina i Paesi Baschi. Un ragazzo di quattordici anni scopre che suo padre, che non ha mai conosciuto, è stato assassinato in un attentato; un vecchio, accusato di essere una spia, è indotto al suicidio; dei bambini giocano a fare ekintza (azioni/attentati). Fernando Aramburu entra con discrezione in case dove riti e gesti quotidiani si ripetono ossessivamente per colmare vuoti incolmabili, introduce, senza retorica, a drammi personali e familiari profondi dove le assenze contano più delle presenze, assenze che si nutrono solo di ricordi.

naldina naldina naldina naldina naldinamezzo

I pesci dell'amarezza: Vorrei essere un pesce

Le venne il capriccio di sapere quale pesce pensavo lei potesse essere se fosse stato uno dei miei pesci. All'inizio non la capivo. Mi piaceva tanto vederla sorridere che le ressi il gioco. Nella parte in alto, verso la superficie, nuotava un molly bianco, l'unico che mi rimane di quella razza. Tu sei quello bianco. Da quel pomeriggio si avvicinava all'acquario più spesso. Dove sono che non mi vedo? Lo chiedeva con il viso quasi schiacciato sul vetro. La riempiva di allegria scovare il molly nascosto dietro le piante. Lo salutava, lo chiamava con il suo nome, gli diceva cose tutto sommato spiritose. Gli diceva anche che le faceva pena la sua solitudine. Triste.

Un boato sordo. Sirene di ambulanze in lontananza. La notizia dell'attentato in TV. Morti e feriti. Lei è fortunata, l'esplosione le ha portato via solo la gamba. Non è vero. Con la gamba, la bomba le ha portato via la giovinezza, l'entusiasmo, la voglia di vivere, i suoi progetti.
"Un pomeriggio arrivammo io e Juani all'ospedale e la trovammo a letto che scriveva. Ti sei data alla poesia? Le mie battute le sopporta. Agli altri non ne fa passare una. Ma io sono il suo aità ... Ci rispose che stava scrivendo una lista di cose che non avrebbe più potuto fare. Vidi che il foglio era pieno".
Di lei non sappiamo nemmeno il nome, la conosciamo solo attraverso l'aità, il padre, ma avvertiamo il suo orgoglio, la testardaggine, la forza del suo carattere, più forte della disgrazia ma triste.
"Se mi chiedono di scegliere tra essere un pesce dell'acquario dell'aità ed essere quello che sono non ci penso due volte ... Come al solito, alcuni pesci nuotavano vicino alla pastiglia scivolata sulle pietre del fondo. La annusavano, ma senza mordicchiarla. La pastiglia è per il succiascoglio e loro lo sanno. Le venne da ridere. La pastiglia, il succiascoglio, diceva. Certo che per qualcuno è proprio facile essere felice!".
Di quella tristezza è pervaso tutto il libro di Fernando Aramburu, e quell'acquario, quei pesci, i pesci dell'amarezza appunto, acquistano una valenza e una risonanza universale.
Siamo nel cuore della lotta per l'indipendenza dei Paesi Baschi. Un popolo rivendica il diritto alla autodeterminazione, non intende rinunciare alla sua lingua, la sua bandiera e il suo inno. L'ETA è il braccio armato di questo movimento. Patrioti o terroristi? Sembra impossibile affrontare un tema come questo senza schierarsi, senza prendere posizione. Aramburu si schiera, certo, ma le sue pagine rimangono mille miglia lontane dalla ideologia, la politica cede il passo alla morale.
Aramburu, senza distribuire patenti di legittimità, senza offrire alibi né giustificazioni ad alcuno, si schiera con l'uomo contro la violenza che può generare solo altra violenza.
Il dolore di una madre che ha perso il figlio ha i colori della bandiera basca o di quella spagnola? Forse la violenza è nel DNA dell'uomo, forse su di noi pesa l'eredità di Caino e pace, tolleranza, sono pura utopia.
L'ultimo racconto di questa raccolta è ambientato in una camera d'ospedale, due letti vicini e un paravento che si può anche togliere, un dialogo che può iniziare. Forse.


Giancarlo Montalbini  (07-08-2008)

Leggi tutte le recensioni di Giancarlo Montalbini


Vota il libro!
La media è 2.56 (44 voti)
 

Dello stesso autore
Il trombettista dell'utopia

Altri libri per parola chiave
Fish & Fish
Gli uomini sono pesci
Il museo dei pesci morti
Il pesce che è in noi
In cerca di giallo - Pesci e...
Perché i pesci non affoghino
Sano come un pesce
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom