?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
Graffiti animati
Graffiti animati. I cartoon da emozioni a gadget
Marilena Lucente 
blank
Saggio, Italia 2007
174 pp.
Prezzo di copertina € 15
Editore: Vallecchi , 2007
ISBN 978888427123


Vallecchi

Miti, sogni, misteri, ma anche e soprattutto i segreti dei e sui cartoni animati. Tutto ciò che ogni bambino e adulto avrebbe voluto chiedere è racchiuso in un libro magico. Il suo titolo è Graffiti animati. Già, graffiti, proprio come i rudimentali disegni delle caverne e come termine per indicare dei ricordi. La storia dei cartoon, il loro ambiente, i loro disegnatori e creatori, veri e propri artisti dell'animazione. Ma anche la storia di un'epoca, i suoi costumi, la moda da loro derivata, i loro gadget, le strategie di vendita delle case produttrici, la televisione, le polemiche sui cartoni animati e altro ancora è raccontato in maniera spedita e simpatica da Marilena Lucente.

naldina naldina naldina naldina naldinagrigio

Graffiti animati: Cartoons, un mondo a parte?

I fans dei manga, degli anime e di tutto ciò che proviene dal Giappone si muovono tra una fumetteria e un fan club. Scivolano lungo i muri delle città, visibili e invisibili allo stesso tempo. Condividono un sapere iperspecialistico ed enciclopedico [...] da scolastica medievale, non solo per la qualità del bestiario fantastico che nominano e maneggiano, ma anche per la metodologia della classificazione, la pratica delle postille e delle didascalie che cadenza la narrazione di un episodio o di un film, l'illustrazione dei risultati raggiunti con playstation e gameboy, la descrizione minuziosa degli oggetti comperati o ordinati direttamente dal Giappone.

"'Che succede, amico?", Bugs ha un fucile puntato alla gola. Per nulla spaventato, in qualsiasi circostanza si trovi, il coniglio filosofo gira al mondo la sua semplice domanda: 'Che succede, amico?'. What's up doc? [...] Un intercalare che si attacca a Bugs e non lo molla più.'"
Seri, allegri, umorali, cattivi, buoni, dolci, perversi, avventurosi, irrazionali, bellicosi, pacifisti: questi sono solo alcuni dei mille volti dei personaggi dei cartoon. Dei protagonisti appositamente creati per rallegrare, stupire e, in alcuni casi, anche istruire. Senza scordare che oramai sono numerosi i riferimenti ad essi, se non addirittura alle loro frasi, citate dalla cinematografia più impegnata, per parlare d'altro, naturalmente.
Un mondo a parte quello di Cartoonia, un universo dove tutto può accadere: si può incontrare una strega cattiva come una fatina buona, un papero sfortunato ed un ladro gentiluomo. Tutto è possibile in questo mondo meraviglioso. Ora Marilena Lucente viaggia nelle infinite quanto intricate strade di Cartoonia per osservare da vicino i suoi mille abitanti nel loro ambiente naturale, indagando a fondo sia sui suoi protagonisti sia sui loro creatori. "Cosa guardiamo allora quando guardiamo i cartoon? Sugli schermi scorrono diverse e differenti modalità narrative e visive, quasi impossibili da rubricare. Meglio allora provare semplicemente a narrarne l'esuberante creatività, soffermandosi su un episodio, una sigla, un trailer, una inquadratura, un gadget, un volantino pubblicitario. Occhi puntati sull'attualità." Un'inchiesta a trecentosessanta gradi insomma, per carpirne i segreti e comprendere come mai degli onesti cartoni animati possano non solo rallegrare i loro affezionati fan, ma addirittura essere diventati, ormai da decenni, dei veri filoni d'oro per le loro case produttrici. Già, poiché ormai i cartoon sono diventati solo la punta di un iceberg, la cui base è un vero e proprio dispositivo per creare denaro. Magliette, abiti d'alta moda, CD, quaderni, bibite, giocattoli, merendine, parchi giochi personalizzati e chi ne più ha più ne metta. Marketing aziendali, ricerche di mercato per far comperare più prodotti possibili a bambini, adolescenti e persino a molti adulti: ecco a cosa ormai servono soprattutto i personaggi animati. "Contagiati dalla moda. Reciprocamente i personaggi cartoon sono attratti dal fashion e dal glamour. E la moda diviene sempre più cartoonistica nei colori e nelle fogge. Dal video all'armadio, personaggi cartoon si posano su magliette, giubboni, jeans. Non solo nelle collezioni per bambini [...]" Loro ormai sono dei veri e propri divi, e come tali s'industriano per aumentare i loro guadagni, anche se lo scopo principale resta, o dovrebbe restare, quello di far sognare i loro spettatori grazie alle proprie avventure. Oramai personaggi del calibro dei Muppett o dei Simpson non si accontentano più dei soliti spazi televisivi, loro debuttano al cinema, incontrano personaggi famosi, perfino dei politici, e sono stati addirittura interpretati da attori in carne e ossa.
E che dire allora di Bugs Bunny & Co., attorniati non solo da artisti cinematografici, ma soprattutto da star del basket? Non sono stati i primi e non saranno gli ultimi, ma quel che è certo è che oramai sono dei veri divi circondati da manager, produttori, fotografi, pubblicitari e perfino giornalisti. Vere e proprie fabbriche di dollari, ne producono così tanti ormai da far invidia perfino a Paperone. Ma la loro caotica vivacità, le loro così surreali avventure, le emozioni che regalano ai bambini? Di sicuro quelle rimangono inalterate, casomai sono loro ad essere cambiati anche fisicamente: sono divenuti tridimensionali, computerizzati. Indubbiamente sono ancor più belli, ma è sparita gran parte della loro poesia cartoonesca, d'altronde ai produttori interessa non tanto la loro perduta liricità, bensì i guadagni moltiplicati da quando appaiono a tre dimensioni. Identica rimane invece la loro violenza, anche se solo i bambini riescono a comprenderla davvero, ridendoci sopra di gusto. I genitori, al contrario, s'interrogano se sia conveniente fare vedere questi cartoon, dimenticandosi che anche loro da piccoli si sbellicavano dalle risate guardandoli, magari in bianco e nero. Eppure sono molti ormai i sociologi, gli psicologi dell'infanzia, gli intellettuali che scrivono valanghe di saggi, articoli, libri sui cartoni animati, domandandosi fino a che punto possano turbare lo sviluppo emotivo dei loro giovani spettatori. Ovviamente si interrogano in particolar modo sui manga e gli anime giapponesi, così intrisi di violenze a volte gratuite, come si evince in molte sequenze del mitico Goldrake e in quelle ancora più brutali dell'Uomo Tigre. "Allora: di cosa parliamo, esattamente, quando parliamo di violenza nei cartoon? Prendiamo L'uomo Tigre, uno degli anime più violenti che siano mai stati trasmessi. Una serie lunga un ventennio, iniziata negli anni '60 e ancora oggi mandata in onda dalle piccole tv private [...] Lui è l'eroe che fa esplodere la testa del nemico semplicemente sfiorandola con le dita, scaraventa corpi per aria e sferra centinaia di pugni e calci, mentre il sangue schizza da tutte le parti sullo schermo." Nonostante ciò i giovani telespettatori li guardano e riguardano grazie ai CD e perfino ai computer, per via dei siti appositamente messi in rete. E allora il ballo ricomincia poiché i loro beniamini non invogliano gli innocenti spettatori solo a guardare le loro avventure, ma soprattutto a comprare i gadget, le magliette che li riproducono, a bere le bibite da loro pubblicizzate, fino a quando - divenuti dei maturi adulti -saranno invogliati a comperare i modelli di automobili pubblicizzati da Gatto Silvestro, e Wile il Coyote.
Insomma, dal sarcasmo avventato dei Simpson alle cosmogoniche illusioni disneyane, dai tapis roulants, su cui scorrazzano gatti, topi e conigli, ai cieli immensi degli anime giapponesi, dai morbidi pupazzi di Carosello agli effetti speciali, che trasformano attori in carne e ossa in migliaia di pixel, i cartoon diventano dunque non solo i compagni d'avventura di migliaia di ragazzini, bensì veri eroi da imitare in tutto e per tutto imprecando come loro, vestendosi come loro, mangiando, bevendo come loro, parlando e muovendosi come loro, magari sulla fantastica automobile da loro pubblicizzata. Pur sempre inseguiti dall'intercalare di Bugs Bunny: "Che succede, amico?", ma subito pronti a gustarsi alla televisione, o meglio ancora al cinema la nuova mirabolante avventura dei loro beniamini.
Un volume da leggere e rileggere con passione, ricco com'è di sorprese, per criticare, valutare, apprezzare, comprendere, carpire i mille segreti di questo cosmo incantato, scritto con un linguaggio semplice e scorrevole, capace di tratteggiare con chiarezza il mondo dei cartoni animati. Indubitabilmente il più sfrenato e irriverente degli universi narrativi.


Roberto Barzi  (07-08-2008)

Leggi tutte le recensioni di Roberto Barzi


Vota il libro!
La media è 2.98 (51 voti)
 
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom