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Sembra proprio di stare in paradiso
Oh, What a Paradise It Seems
John Cheever 
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Romanzo, Stati Uniti 1982
100 pp.
Prezzo di copertina € 10
Traduzione: Leonardo Giovanni Luccone
Editore: Fandango , 2007
ISBN 9788860440808


Fandango

Attorno a un laghetto, destinato a diventare discarica, e a un enigmatico personaggio Lemuel Sears, che si vota a difenderlo, si sviluppa una rete di rapporti, di legami e di intenzioni che viene dipanata da John Cheever come una lunga suite.

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Sembra proprio di stare in paradiso: Prima del paradiso, nell'habitat di John Cheever

Questa è una storia da leggere a letto, in una vecchia casa, in una sera di pioggia.

Il protagonista di questo breve romanzo di John Cheever, Lemuel Sears, persona che attira tutta la storia, molto loquace e molto presente, sembra la somma e il riflesso di tutti personaggi e il "paradiso" di cui parla il titolo con la consueta ironia (se non proprio sarcasmo), è un posto destinato a diventare una discarica che attira l'attenzione e, a sua volta, è lo snodo di tutte le storie che si intrecciano nel romanzo. Uomini e ambiente in realtà si intersecano in una luce livida che nel linguaggio di John Cheever, nella sua cifra stilistica, si traduce in dialoghi brucianti, senza pietà, spesso conditi da nozioni tecniche e piccoli frammenti di introspezione in un collage molto postmoderno. John Cheever tende ad allargare lo sguardo arrivando a compiere ampie panoramiche storiche ("Proprio perché inespugnabili, le fortezze dell'antichità hanno vinto il tempo più dei mercati di piazza facendo prevalere la convinzione che paura e bellicosità fossero le pietre miliari nelle nostre prime comunità, mentre in realtà erano proprio quei crocevia, dove gli uomini si incontravano per barattere pesce con cesti, verdura con carne, oro con spose, i veri posti dove per la prima volta abbiamo imparato a conoscerci e a comunicare gli uni con gli altri") che hanno portato la civiltà occidentale ad una decadenza irreversibile, ma anche repentine svolte nei microcosmi umani, in particolare quello piuttosto tormentato di Lemuel Sears ("Può darsi che per un uomo della mia età l'amore sia qualcosa di sfuggente"). Ne esce così un piccolo capolavoro di equilibrio dove l'habitat non è minacciato soltanto in luogo del laghetto ghiacciato dove Sear ama pattinare, ma anche nella complessa delicatezza e nell'instabile equilibrio dei rapporti umani. L'ecologia di John Cheever diventa, sulla pagina, una scrittura in forma superiore, anche se molto spigolosa, che è la lingua perfetta per un "paradiso" piuttosto noir, acido e molto americano (e in questo ancora oggi molto attuale).

Marco Denti  (03-06-2008)

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