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American dust. Prima che il vento si porti via tutto
American dust. So the wind won't blow it all away
Richard Gary Brautigan 
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Romanzo, Stati Uniti 1982
109 pp.
Prezzo di copertina € 10
Traduzione: Enrico Monti
Editore: ISBN , 2005
ISBN 9788876380204


ISBN

Un ragazzino attraversa un lago per raggiungere l'altra sponda, dove ogni sera due uomini montano un salotto e si mettono a pescare. Durante il tragitto, i ricordi del ragazzino si fondono con quelli dell'uomo adulto, affiorando come polvere, per risalire fino al momento in cui tutto è cominciato: quando il ragazzino sparò a un amico in un campo di meli e lo lasciò morire dissanguato.

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American dust: La polvere d'America nelle parole di R. Brautigan

Succedono un sacco di cose nella vita ed è per questo che ci si trasferisce da un'altra parte, dove si possono dimenticare le cose spiacevoli [...] e ricominciare tutto daccapo, mettendo insieme dei bei ricordi.

In American Dust, Brautigan, il ragazzino, fa però tutt'altro. Si affronta. E' obbligato a raccontare, manipolare la memoria come fosse uno di quei vermi camminatori del racconto. C'è un ragazzino a cui piace ascoltare i vecchi, che ama la pesca e i funerali, ma ha una tremenda paura di quella ragazzina che abita nel locale delle pompe funebri con le mani fredde. E' la morte stessa che svolazza come un palloncino in una stanza, a marcare la differenza tra ciò che è, perché si può ricordare, e ciò che non può più essere. Brautigan sfida il limite, con la tenerezza e la semplicità che ne contraddistinguono lo stile. Frasi secche, un diario accattivante e mai sciatto, capace di uno humour sincero. E più che la morte, è quel vento che si porta via tutto, a diventare il vero problema.
La morte è forse la perdita dell'innocenza: il ragazzino ha sparato per sbaglio a un suo coetaneo. Comincia così il libro, in modo molto cinematografico: con un proiettile che dovrebbe tornare indietro fin nella canna del fucile. Ma non può farlo. Allora bisogna raccontare per vincere il trauma. La perdita dell'innocenza non cancella l'innocenza, se quell'innocenza può essere elaborata, raccontata, per sfidare la polvere. La polvere di un'America che smette di essere se stessa, come un ragazzino che ha appena ucciso un amico. Il proiettile può tornare indietro? Allora che bisogno c'è di muoversi, cercare nuovi ricordi, più belli?
E se quel giorno il ragazzino avesse comprato hamburger invece che proiettili? Così comincia a documentarsi sugli hamburger e diventa il più grande esperto di hamburger della città. Così come avrebbe potuto diventare il più ricco imprenditore di vuoti di bottiglie di birra d'America. Avrebbe potuto diventare qualsiasi cosa, intorno alla polvere della memoria. Non prima di esser diventato se stesso, accanto a quei due uomini che ogni sera montano un salotto sul lago e pescano enormi pescigatto senza mangiarli.
E' una favola sulla memoria, American Dust, leggera e intensa come la memoria di un bambino diventato adulto attorno alla polvere da sparo, della miseria, e quella dei ricordi. Buoni o cattivi.


Marco Montanaro  (28-05-2008)

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