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Maria della laguna
Maria della laguna
Alda Monico 
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Storico, Italia 2007
214 pp.
Prezzo di copertina € 14,60
Editore: Corbaccio , 2007
ISBN 978-88-7972-865-2


Corbaccio

E' poco più di un'adolescente, Maria, quando prova l'ebbrezza della competizione e della vittoria a bordo della sua batèla, nel corso di una regata femminile organizzata dalla Serenissima. Ma essere donna, nel '700, mal si concilia con le velleità d'indipendenza e di libertà, con i sogni di gloria: i doveri di madre e di moglie non potranno che prevalere, senza però riuscire a piegare lo spirito indomito e fiero di Maria, quella tempra da combattente che l'accompagnerà sempre - ai remi di una barca come nelle peripezie, più o meno dolorose, dell'esistenza.

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Maria della laguna: C'era una femminista in barca...

In piedi a poppa, Maria spingeva avanti la barca, con un lento e armonioso movimento delle spalle, incrociando remi e braccia con la regolarità di un metronomo e la grazia e la scioltezza di un movimento di danza.

Bella non lo è di certo Maria Boscola da Marina - forse, però, quanto di sgraziato c'è nel suo ritratto si può addebitare, in parte, anche alla scarsa abilità del pittore che l'ha immortalata. Quel che colpisce sono le spalle, ampie, e le braccia, che si indovinano muscolose e possenti sotto le maniche morbide della camicia bianca. Di contro alla possanza del torso, la testa sembra troppo piccola, sproporzionata. Il volto, né bello né brutto, ha un'espressione mite, quieta, appena velata da quella che potrebbe essere un'ombra di malinconia. Certo, la sua fisionomia non è tale da sedurre al primo sguardo il turista frettoloso in visita al Museo Correr di Venezia, ma per uno scrittore a caccia di storie può essere il pungolo ideale per cominciare a immaginare, a sognare. Così è stato, in effetti: la massiccia, mascolina Maria, ritratta da anonimo pittore settecentesco in seguito alle sue prodigiose vittorie a colpi di remo, ha infiammato la fantasia di Alda Monico e l'ha spinta a immaginarne la vita seguendo i fili rossi di due passioni: quella "sportiva" per le regate e quella amorosa per Bepi, il marito e padre dei suoi molti figli. L'idea, insomma, è quella di un romanzo storico-sentimentale (con giusto un tocco erotico, ma molto circoscritto): su uno sfondo che più romanzesco non si potrebbe - la Venezia di tre secoli fa, tripudio di magiche atmosfere, di stoffe preziose, di barbagli e riflessi sull'acqua - si muove un'eroina anticonvenzionale, "ruvida e forastica", decisamente moderna. Forse persino troppo. Perché questa vogatrice settecentesca, che considera con un certo sospetto il matrimonio (e il dover rinunciare a "tutto il resto" che la fede al dito comporta) e che non vorrebbe farsi "incastrare" (sic) da una gravidanza indesiderata, affascinante proprio per la sua forza e indipendenza, finisce col muoversi su un crinale sottilissimo: quello che separa la sua diversità proto-femminista dall'anacronismo. Una storia, quella che racconta Alda Monico, che sembra inoltre non bruciare fino in fondo la carica emozionale che avrebbe potuto sprigionarsi dalle sfide, gli amori e i patimenti di Maria Boscola da Marina, forse a causa di una certa fretta narrativa - in duecento pagine scorrono decenni, grazie a vistose ellissi - che getta alle ortiche l'utilissima tensione dell'attesa.
Un romanzo certamente garbato - ma un poco sbiadito.


Carla Arduini  (23-05-2008)

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