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Il Mercante di Eresie
Il Mercante di Eresie
Andrea Moneti 
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Saggio, Italia 2007
222 pp.
Prezzo di copertina € 13
Editore: Stampa Alternativa , 2007
ISBN 978-88-7226-989-3


Stampa Alternativa

Il racconto di un uomo al figlio del suo miglior amico, giustiziato sul rogo dalla Santa Inquisizione; dalle esperienze vissute in terre lontane, a viaggi per mare e per terra fino all'acquisizione di una nuova consapevolezza, che non sembra molto lontana dal bisogno dell'uomo del nostro secolo. Invece siamo in Italia, tra il 1200 e il 1300, immersi in tutte le problematiche dei secoli bui, in tutte le contraddizioni del sacro e profano. Un viaggio, quindi che sembra portarci lontano nel tempo, ma che a guardar bene ci conduce quasi dietro l'angolo, nell'umanesimo che ci è cosi familiare, che caratterizza ciascun essere umano.

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Il Mercante di Eresie: Tana libera tutti

Non sono io ad essere un eretico. Siete voi, il papa e tutti gli alti prelati di Roma: perché avete scordato il perdono e non conoscete l'amore! Promettete il paradiso, ma portate in questa vita l'inferno! [...] Tra quelle montagne eravamo liberi e fratelli. La nostra era una comunità di uguali, come quella degli apostoli. Non c'erano signori né padroni. Ed è per questo che vi facciamo paura, perché abbiamo dimostrato che in questo mondo sono possibili una nuova giustizia e una nuova Chiesa!

Nonostante quello che possa sembrare ad una prima occhiata, questo libro è un libro di storia. Anzi, volendo esagerare, si potrebbe dire che questo piccolo, piccolo libro porta in risalto un genere un tantino sottovalutato: l'attualizzazione della storia e delle storie, la presa di coscienza emozionale, la denuncia camuffata, ma non per questo meno attuale.
Facciamo finta che molte cose non siano mai successe. Facciamo finta che i Catari non siano mai stati perseguitati, o che i Dulciniani non siano mai stati cacciati come bestie e uccisi come i più pericolosi tra gli animali. Anzi, andiamo fino in fondo: facciamo finta che Gesù sia sì esistito, ma che poi sia morto (senza mai risorgere) lasciando in eredità tutte le sue parabole, la sua filosofia di vita, all'intera umanità. Fingiamo anche, quindi, che Pietro sia morto anch'egli senza mai costituire la Chiesa, non istituendo una gerarchia che si è macchiata nei secoli di inimmaginabili crudeltà, in nome di un dio effettivamente non troppo misericordioso.
Che cosa avremmo, se così fosse, oggi? Sporchi come siamo, incrostati da secoli di dogmi, non è facile immaginarlo. Però, qualcuno con meno sporcizia addosso, c'è. E ci ha scritto anche un libro. Riuscendo in qualcosa che non riesce mai a nessuno: dimenticare, per una manciata di pagine, tutto quello che ci circonda, e ci ha circondato per molti molti anni.
Insomma, questo romanzo è commovente, fa piangere di rabbia. Non è possibile parlare di questo libro non pensando a tutto quello che succede oggi: a tutto il sangue che in nome di Dio viene versato tutti i giorni della nostra vita. Magari non è sangue nostro, e questo anestetizza quanto basta la nostra capacità di indignarci; a chi importa se milioni di bambini nascono con qualche simbolo religioso impresso a fuoco sulla pelle, o peggio nell'anima?
Quello che Andrea Moneti, quasi sottovoce, tiene a comunicare è che dovunque noi siamo, qualsiasi rimbombo ci esploda nelle orecchie, una gran parte dell'umanità soffre, sanguina, muore a causa di qualcosa che invece dovrebbe ricordarci quanto sia bella la vita, quanto sia fondamentale la fratellanza per poter attraversare questo mondo nel migliore modo possibile. Perché questo è l'unico mondo che abbiamo, e deve per forza di cose essere il migliore tra i mondi possibili. Invece, basta un passo, basta soltanto un respiro. E tutto diventa limpido, estremamente chiaro, ed ha un solo ed unico nome: utopia. Questo è l'argomento di questo libro, a conti fatti: di quello che ci dovrebbe essere e che invece manca, di come dovrebbero andare le cose e di quanto invece vadano male.
Quindi, senza voler per forza affrontare questo argomento con le incrostazioni mentali di cui tutti noi siamo allegramente forniti, possiamo facilmente dire che questo libro va letto per quello che è: una mano che dalla coltre del tempo spunta e che tinadoci per il bavero ci costringe a vivere e a vedere qualcosa che geneticamente ci appartiene; siamo tutti uguali, è questa l'atroce verità. Abbiamo tutti diritto ad una vita dignitosa, e nessun dovere a rispettare dogmi non supportati dall'umana sensibilità.
Ecco. In fondo è tutto qua.


Chiara Bordoni  (22-02-2008)

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