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Spingendo la notte pi¨ in lÓ
Spingendo la notte pi¨ in lÓ
Mario Calabresi 
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Saggio, Italia 2007
131 pp.
Prezzo di copertina € 14,50
Editore: Mondadori , 2007
ISBN 978-88-04-56842-1


Mondadori

Il 17 maggio 1972 il commissario Luigi Calabresi Ŕ stato ucciso mentre apriva la macchina per andare al lavoro. Mario Calabresi aveva appena due anni e la madre Gemma aspettava il terzo figlio.
La signora Calabresi ha fatto di tutto per non crescere i propri figli nell'odio nei confronti delle persone che avevano distrutto la loro famiglia e per non farli sentire troppo diversi rispetto agli altri che avevano una famiglia "normale", riuscendo a dare ai tre bambini una vita regolare, nonostante la tragedia che li aveva colpiti.
E la storia di questa famiglia si incrocia con quella di altre famiglie colpite dal terrorismo.
Non tutte hanno saputo reagire nella stessa maniera, riuscendo a "spingere la notte pi¨ in lÓ", ad allontanare il dolore e l'odio.


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Spingendo la notte pi¨ in lÓ: La storia della mia famiglia e quella di altre vittime del terrorismo

Non era una giornata "normale" quando venne ucciso, nel senso che non era inaspettata. Da molto tempo nessun giorno era pi¨ normale: i presagi peggiori, le paure improvvise, le angosce e perfino i pianti erano diventati compagni di strada dei miei genitori. Nessuno potrebbe pi¨ dire da quando. O forse sý, dalla sera in cui mio padre rincas˛ sconvolto: "Gemma, Pinelli Ŕ morto".
E poi, dal momento in cui le prime scritte apparvero sui muri delle cittÓ, indicandolo come il commissario "assassino". Dalla mattina in cui cominci˛ quella feroce campagna di stampa, carica di violenza e sarcasmo, fatta di minacce, promesse, sfide e anche vignette.


Come si legge nella quarta di copertina, questa Ŕ "una storia fatta di profondo dolore, ma anche di inattesa e spensierata allegria, in cui la voglia di vivere e l'amore per gli altri sono spesso riusciti a vincere l'odio e le divisioni che ancora oggi colpiscono il nostro paese".
Mario Calabresi racconta l'episodio che ha sconvolto la sua famiglia, l'assassinio del padre, ma anche e soprattutto la grande forza della madre che ha saputo reagire a questa tragedia.
L'autore racconta anche la vita di altre famiglie che sono state colpite dal terrorismo e che hanno avuto destini molto diversi dalla sua. Scegliere di andare avanti o di vivere nell'odio per ci˛ che era stato strappato: due diversi modi di affrontare una tragedia.
Spingendo la notte pi¨ in lÓ Ŕ un libro estremamente emozionante, ad ogni capitolo accompagna chi legge nella vita di persone che hanno perso tragicamente un familiare e che in alcuni casi non hanno avuto la forza di continuare a vivere, sopraffatti dal ricordo della persona venuta a mancare, di famiglie di cui ora pochi si ricordano e che tornano alla memoria sono in date particolari o in determinate occasioni.
Mario Calabresi parla in modo semplice e incisivo di storie che hanno determinato lo stravolgimento della vita di famiglie: figli cresciuti senza un padre e il cui unico ricordo Ŕ una foto o una medaglia al valore; mogli rimaste vedove troppo presto, genitori che hanno perso un figlio e che ancora aspettano la veritÓ su ci˛ che Ŕ successo.
Mario Calabresi non vuole dare giudizi, cercare colpevoli o lanciare accuse; rivela la storia della sua famiglia e di tante altre che hanno subito un lutto grave.


Barbara Leone  (18-01-2008)

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