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You Should Be Dancing - Biografia politica della discomusic
Turn The Beat Around. The Secret History Of Disco
Peter Shapiro 
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Saggio, Stati Uniti 2005
430 pp.
Prezzo di copertina € 22
Traduzione: Matteo Maraone
Editore: Kowalski , 2007
ISBN 9788874967322


Kowalski

Lontano anni luce dai lustrini e dai colori sfavillanti delle discoteche, You Should Be Dancing approfondisce una storia complessa e affascinante che va ben oltre l'aspetto musicale della discomusic (comunque sviscerato fin dalle origini) e arriva ad affrontare temi piuttosto ingombranti, le libertà individuali e i diritti civili (ma anche la vita metropolitana e le speculazioni edilizie).

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You Should Be Dancing: Dancing in the dark, storia della discomusic secondo Peter Shapiro

I corpi, le droghe, il sudore, i crescendo e il palpito della musica, tutto cospirava a creare una febbricitante immediatezza, e la sensazione che niente esistesse al di fuori del locale. Nessun passato, nessun futuro, niente promesse, rimpianti, solo l'attimo.

New York, primi anni Settanta: la città è ad passo dalla bancarotta, le istituzioni brancolano nel buio e nella propria autoreferenzialità, interi quartieri sono off limits, le strade sono una jungleland senza speranza. Però, come sempre succede quando qualcosa marcisce, nelle pieghe torbide della città qualcosa stava fermentando o, come meglio scrive Peter Shapiro nell'introduzione di questa "biografia politica della discomusic" "mentre la carcassa delle infrastrutture cittadine si decomponeva, gli artisti e i musicisti di New York diedero il via a una fioritura di attività creative allo scopo di riappropriarsi della città". Da una parte, intorno al Lower East Side, si rintanarono in buchi malconci e dai nomi altisonanti come Mercer Street Art Center o Max's Kansas City o, l'epicentro di tutto, CBGB's. In un'altra direzione, nelle feste all'aperto nel Bronx, cominciava a circolare una sintesi musicale, radicata nel rhythm and blues e nel soul, dal nome discomusic. Le sue origini hanno radici profonde nella cultura afroamericana e visto come "negli ultimi vent'anni, o giù di lì, l'America sia diventata molto più stratificata" (l'annotazione è di Daniel Wang e spicca nell'epilogo), diventa ben presto logico e naturale che attorno, dentro e parallelamente alla storia della discomusic scorra una sorta di rivisitazione storica e culturale dell'humus in cui è fermentata e si è sintetizzata. L'equilibrio con cui Peter Shapiro riesce a raccontare, in modo rigorosamente biunivoco, un fenomeno musicale attraverso le trasformazioni sociali e molte, civilissime rivendicazioni nello svolgersi delle canzoni fa di You Should Be Dancing un libro che va oltre la propria specificità. A questo scopo è destinato anche l'importante apparato in appendice che oltre a note e indice dei nomi, prevede un'agile discografia (con tutti i singoli e gli album citati), una bibliografia molto dettagliata e ad una cronologia che racconta, con brevi e illuminanti flash, sessant'anni di danze: dalle feste clandestine nella Germania nazista del 1939 al 1999 quando la discomusic è entrata nelle istituzioni americane in forma di francobollo.

Marco Denti  (05-01-2008)

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