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Qualcosa da tenere per sé
Qualcosa da tenere per sé
Margherita Oggero 
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Romanzo, Italia 2007
274 pp.
Prezzo di copertina € 17,50
Editore: Mondadori , 2007
ISBN 88-04-57079-2


Mondadori

Camilla Baudino è in un periodo delicato della sua vita. Il suo matrimonio continua a tentennare, la figlia ormai adolescente comincia a darle i primi problemi, il pensiero di Gaetano le regala momenti malinconici, ma più di tutto la necessità di dover staccare dalla vita quotidiana si fa sempre più prepotente. Quasi rispondendo ad un segreto desiderio, arrivano in suo aiuto le Olimpiadi invernali di Torino. Le scuole chiudono, tutta la città si prepara all'evento e marito e figlia decidono di seguire l'avvenimento di persona recandosi nella iper organizzata casa di montagna della perfettina sorella di Renzo, cognata di Camilla.
Qualche giorno prima della partenza, però, la profia subisce un tentativo di furto e, dal nulla, le viene in aiuto una giovane donna munita di stiletto, Liuba. La singolare ragazza vive insieme ad altri personaggi dai destini incerti in una piccola comune alla periferia della città e, suo malgrado, si trova coinvolta in un'indagine di polizia seguita dal commissario Berardi. E' proprio a causa della sorprendente Liuba che i giorni di quiete e relax, che Camilla vorrebbe passare a cercare finalmente di capire cosa la lega a Gaetano, si trasformano in un'avventura, con delitti, che per la prima volta ammantano di tristezza le vicende di personaggi che fino a questo momento, seppure implicati in intricati casi polizieschi o in divertenti intrecci tinti di rosa, ci sono sempre apparsi lieti.


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Qualcosa da tenere per sé: La profia intristita

Camilla stava andando a scuola e ripensava alla conversazione con la cognata quando il cellulare squillò nella borsa. Lo recuperò dalla tasca interna e quando lesse il nome sul display rifiutò ancora una volta la chiamata.
Non devo risponderti, pensò. C'è qualcosa che non posso dirti, qualcosa che riguarda il tuo lavoro, la lealtà, me stessa, una ragazza che un po' ti piaceva e che si era innamorata di te. Una storia intricata, pericolosa. Che capitasse, e che si concludesse così, non l'ha voluto nessuno di noi, ma è capitata, e altre possibili storie sono finite prima ancora di cominciare davvero.


Ho letto tutti i precedenti romanzi di Margherita Oggero, la protagonista è sempre Camilla Baudino, professoressa di lettere sui generis, che sarebbe stato bello conoscere sui banchi di scuola e che, da quando è uscito il film di Davide Ferrario "Se devo essere sincera" dove la profia è interpretata da Luciana Littizzetto e il commissario Gaetano Berardi da Neri Marcorè, adesso ha per me aspetto e soprattutto voce dell'attrice torinese. Scrivo questo perché, nonostante la discutibile riuscita della trasposizione cinematografica, leggere un libro riuscendo ad immaginarsi esattamente i personaggi che vi sono descritti, fa affezionare ancora di più ai protagonisti e alle loro vicende. Camilla e Gaetano, quindi, insieme alle altre presenze fisse nelle storie dell'autrice, assumono contorni fisici oltre che letterari e sembrano sempre di più persone esistenti, che potremmo incontrare ogni giorno anche noi, ma mai descritti come supereroi o cittadini capaci di salvare il mondo con il solo battito di un ciglio. Persone, dunque, comuni, magari un po' speciali per merito della loro sensibilità, cultura e garbo, con una storia personale che cresce, si evolve o si blocca, rimanendo sempre legata a filo doppio con circostanze che li vedono impegnati in indagini poliziesche. Margherita Oggero è riuscita a fondere due generi letterari, il giallo e il rosa, in maniera equilibrata e mai banale. Le trame dei suoi scritti sono belle perché vere, prive di fronzoli, inutili particolari scabrosi o intrighi superflui; la vicenda viene narrata in maniera asciutta e chiara e l'autrice fa vivere i suoi personaggi con semplicità, ma in modo incisivo.
Questa, dunque, è la quarta avventura di Camilla Baudino, sempre ambientata a Torino, al di fuori della scuola e con la presenza di giovani ragazzi (una costante a cui la Oggero non rinuncia) che hanno deciso di lasciare le loro famiglie, per lo più poco accoglienti, e vivere insieme in una piccola comune. Ecco, allora, che si incrociano le vite della profia, di Liuba, di Quantunque e di Gaetano impegnato a scoprire chi ha assassinato la prostituta Flora. Questa volta, però, una specie di nebbia malinconica cala sul romanzo. Ci sono ancora le componenti ironiche, taglienti e d'attualità che contraddistinguono tutti gli scritti dell'autrice, ma è come se si fosse giunti ad un punto di svolta difficile da prendere per i protagonisti. La vicenda gialla e quella rosa si intrecciano in maniera ancora più stretta. L'omicidio di Flora, la sparizione di Quantunque, la presenza di Liuba che per un attimo distrae l'attenzione di Gaetano da Camilla, stanca del suo matrimonio e alle prese con le immaginabili confessioni di suo cognato, si avvicendano vorticosamente fino a giungere ad un finale amaro, sorprendentemente attuale per ciò che riguarda gli ultimi fatti di cronaca nel nostro Paese, e triste. L'ultima scena, perfetta per un film, descrive i pensieri di una Camilla provata da questa avventura, sconvolta più che nei casi precedenti da morti assurde, e dilaniata dall'aver compiuto una scelta ai limiti della legalità che ha condizionato anche la sua vita privata.


Alice Scolamacchia  (30-11-2007)

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