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Buona maestra
Buona maestra - Perché i telefilm sono diventati più importanti del cinema e dei libri
Aldo Grasso 
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Saggio, Italia 2007
308 pp.
Prezzo di copertina € 15,50
Editore: Mondadori , 2007
ISBN 9788804568155


Mondadori

Un excursus tra i telefilm, principalmente americani, dalle origini ai giorni nostri, con tanto di analisi delle differenze, dei cambiamenti e degli elementi di successo.

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Buona maestra: L'importanza della buona scrittura

La citazione è insieme lo strumento e la nota dominante della società della sostituzione: in un'epoca dove tutto è già stato detto, tutto è già stato visto non ci resta che procedere nella combinazione di nuove figure, assemblando spezzoni di frasi e di sequenze. Questo è ciò che, nel profondo, fanno i telefilm. Ci restituiscono persino una coscienza metalinguistica.

A partire dalla fine degli anni Quaranta e l'inizio dei Cinquanta con i teledrammi, passando per le sitcom, dai telefilm di Alfred Hitchcock presenta, passando attraverso Colombo, Hill Street giorno e notte, per arrivare a ER, Dottor House, Sex and the City, senza dimenticarsi di Magnum P.I. e di Twin Peaks, Aldo Grasso ci fa amare i telefilm ancora di più, spiegandoci perché ci piacciono tanto. Ci svela le strutture narrative, sia a livello di scrittura che a livello di inquadratura e montaggio, le citazioni letterarie o cinematografiche che stanno alla base di certe idee. In poche parole ci spiega perché i telefilm di importazione ci sembrano belli e quelli nostrani brutti: perché i primi vengono creati con lo stesso zelo e la stessa profondità con cui si concepisce un'opera letteraria, senza trascurare aspetti imprescindibili quali la fotografia, i movimenti di macchina e il montaggio, che sono elementi fondamentali del linguaggio televisivo, mentre i secondi no, si preoccupano solo di essere mélo, come gran parte della Tv sensazionalista, programmi "giornalistici" inclusi. Imperdibile la sua analisi di Desperate Housewives, che è molto di più di "un fedele ritratto della condizione femminile di oggi. ... racconta delle delusioni di tutti noi." E conclude poi affermando che "Il telefilm è arte (arte è magia liberata dalla menzogna di essere verità, secondo la celebre definizione di Adorno) ma non lo dà a vedere, questa la sua sublime raffinatezza."

La buona televisione ha bisogno di buoni autori. Solo così riesce a essere una buona maestra.

In appendice due interventi di Stefania Carini con L'insolito animato, e di Massimo Scaglioni con Fenomenologia del telefilm.



Cristina Cigognini  (17-11-2007)

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