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Poesie - Mindfield, Campo mentale
Mindfield
Gregory Corso 
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Poesia, Stati Uniti 1989
530 pp.
Prezzo di copertina € 6
Traduzione: Massimo Bacigalupo
Editore: Newton & Compton , 2007
ISBN 9788854108349


Newton Compton

Selezionate dallo stesso Gregory Corso le liriche raccolte in questa voluminosa antologia rappresentano, come meglio non si potrebbe, l'essenza della sua poesia che, senza alcun dubbio di sorta, coincide anche con la sua stralunata esistenza.

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Poesie: Hearbeat, il lungo respiro di Gregory Corso

Inutile imbrattare il mondo con: pericolo, divieto d'accesso, teschio, è pericoloso sporgersi. La mia proprietà è il dolore! Qui non c'è ringhiera, non c'è avviso.

Con la traduzione e la puntuale cura di Massimo Bacigalupo, Mindfield (Campo mentale) si segnala in questa edizione, tra l'altro ottimale nel rapporto tra qualità e prezzo, come il volume più utile ed immediato per conoscere la poesia di Gregory Corso. Persino il più completo perché oltre a scandagliare la produzione poetica è fornito di un apparato critico, a partire dall'introduzione dello stesso Massimo Bacigalupo, che aiuta non poco a ritrovare una degna collocazione a Gregory Corso. L'estesa e utilissima nota biobibliografica chiude le porte dell'anticamera in cui, prima di trovare Corso, ci si imbatte in Allen Ginsberg e William S. Burroughs, due anfitrioni speciali. L'accorata prefazione che Allen Ginsberg gli dedica si conclude così: "Corso è un poeta dei poeti, il suo verso puro velluto, prossimo a John Keats per il nostro tempo, squisitamente addentro ai modi della musa. E' stato e sarà sempre un poeta caro a molti, risvegliatore di giovani, indovinello e piacere per i più anziani e sofisticati bibliofili, immortale per quanto si può essere immortali, capitan poesia che incarna la rivoluzione dello spirito, la sua poesia come l'opposto dell'ipocrisia". Non finisce qui perché gli appunti per un'altra presentazione, quella di William Burroughs, recitano anche: Gregory Corso è un poeta. Ha la rara missione di un puro talento lirico. E non ha mai dubitato di questa missione". Superati i tributi, gli omaggi, i riconoscimenti tutti giusti e dovuti e finalmente arrivati al poeta si capisce fin dalla dedica che il diluvio di Mindfield è destinato ai "conservatori di tutte le cose belle", anche perché qui c'è il vero Gregory Corso, la sua voce, il suo ritmo, la sua musica, non l'immagine irruente, deviante, caotica che si portava dietro ai quattro angoli del mondo. Ed è una voce forte, senza esitazione, capace di omaggiare Charlie Parker e Miles Davis e di fiutare nell'aria l'imminente apocalisse, ma anche di guardarsi nello specchio. Un esempio: "Quelli, quelli senza nome, quelli che mi hanno messo al tappeto, ma io mi sono rialzato, io mi rialzo sempre, e giuro che quando andavo al tappeto, piuttosto spesso me ne sono stato; nulla muove una montagna, tranne se stessa. Quelli, è da molto che li chiamo me". Se non bastassero le poesie, nel libro fioriscono anche i disegni e gli schizzi di Gregory Corso, un dettaglio in più che lo rende, così, una mappa ancora più fedele alla sua arte e alla sua vita.

Marco Denti  (07-11-2007)

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