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Italian fiction
Italian fiction
Michele Vaccari 
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Romanzo, Italia 2007
216 pp.
Prezzo di copertina € 13
Editore: ISBN , 2007
ISBN 9788876380709


ISBN

Vigasio, villaggio della Bassa veronese. Tutto il paese è pronto per la domenica di Carnevale, l'evento dell'anno: nessuno vuole mancare. La capricciosa Elena, una tipica, appariscente ragazza di provincia italiana, più per incoscienza che per bisogno viene rapita poco prima della sfilata delle maschere da due naziskin veronesi di ritorno da una discoteca bresciana, famosa per eccessi di decibel ed atti vandalici nelle vicinanze. Parte così un viaggio estremo e delirante verso la Scandinavia alla ricerca di Appearence, il rave che non finisce mai. All'inseguimento, i genitori lanciati in improbabili ricerche di identità e di rivalse, più che dei propri figli.

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Italian fiction: Deliri da guardare

Niente soldi, niente trucchi, solo una regola: per entrare, devi essere apparso da qualche parte almeno una volta. Consideralo il tuo biglietto da visita perché gli altri che potresti avere non hanno nessun valore ad Appearance. L'importante è che tu sia apparso almeno una volta.

Algebrico e surreale: Italian fiction è un romanzo difficile, per certi versi inavvicinabile nel suo contesto enigmatico. Un linguaggio criptico agli over 30 e via via più distorto in una spirale di coltissima (perché no?) allucinazione, un'allegoria di vite mediocri che si mescolano tra loro e si perdono, si incrociano, si confondono sulle strade d'Europa, a disegnare spostamenti che però non hanno nulla a che vedere con le fughe, con i viaggi, con il nomadismo.

Del romanzo di Vaccari conta forse meno l'analisi delle sottoculture dei nostri anni (semantica orribile: o è cultura o non è, quasi ci si fosse stancati del corrente vocabolario per un linguaggio nuovo e sorprendente), e molto più una scrittura rapida ed intrigante che può colpire basso, certo. Cosa aspettarsi del resto da questi anni, da questo immaginario del quale siamo volenti o meno compartecipi? Non essere ma esserci; addirittura nemmeno apparire, ma comparire. Fare finta che tutto questo sia solo un delirio non serve: è già realtà (accendere la televisione per guardare sovrappensiero; troppo tardi per prenderne piena coscienza). I protagonisti di questo romanzo sono ventenni, normali, dei nostri anni (a chi legge un caldo invito ad entrare al Number One di Rovato -Brescia- sala due, ed uscirne indenni -cellule neuronali comprese-); non ha senso liquidare il tutto come una boutade o uno scherzo della penna. Vaccari ha il coraggio di affondare il coltello negli estremismi dei nostri anni, religiosi, politici, musicali, accontentandosi di raccontarli senza aggiungere sarcasmo, data l'evidente naturale ilarità di episodi talmente verosimili da scatenare ancora una qualche indignazione in chi legge.

Una cadenza di testi di canzoni (tuttavia non sempre chiaro il meccanismo degli accostamenti) accompagna la narrazione come una colonna sonora, quasi fosse musica ascoltata per caso in macchina dall'autoradio. Altro che sole-cuore-amore: qui il livello è ancora mediocre, siamo al brusio di sottofondo delle menti, al livello percettivo in cui nulla è più chiaro e definito. In un buco nero delle sensazioni.

Disperazione inconscia, mascherata dalla voracità di successo, notorietà e riconoscimento: questa la sindrome patologica dalla quale ogni protagonista di questo romanzo è affetto. Il deliquio ipnotico dei seguaci di Comunione e Liberazione si mescola a quello di altre religioni (cosa sarebbe altrimenti il Number One?) e si fa cosa sola, nell'unica logica comune dell'eccesso. Del resto ognuno ha diritto ad appoggiarsi sulla stampella che desidera.

Scrittura veloce e da emicrania quella di Vaccari; distorsioni di contenuti seguono da vicino le parole, destrutturate in sintassi cervellotiche e dalla difficile rintracciabilità. Quasi a chiedersi dove si sia nascosto il buon senso, la bussola sostituita dal Nord geografico ed energetico del rave in Scandinavia, un non-luogo che Marc Augé avrebbe dovuto commentare, al posto di Disneyland; uno spazio della corporeità totale dove lo spirito si annulla e si fa pura immagine, a promuovere una pornografia pupillare, non altro che anticamera di una voragine magnetica.
L'ultima, attraente e fascinosa, Italian fiction.



Alberto Campagnolo  (31-10-2007)

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