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Diario australiano
Diario australiano
Rodolfo Sonego 
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Viaggi, Italia 2007
105 pp.
Prezzo di copertina € 5,50
Editore: Adelphi , 2007
ISBN 9788845921711


Adelphi

Anni '70, Rodolfo Sonego decide di partire per l'Australia, vorrebbe girare un film ambientato in questi luoghi che parli della vita degli immigrati italiani. Gli ritornano in mente le lettere che scriveva suo padre da questa terra lontana. Incontra alcuni italiani che se la passano bene perché l'Australia è terra di opportunità e altri che se la passano meno bene. Scopre il deserto così sconfinato e i canguri che a volte restano feriti sull'asfalto per colpa di guidatori imprudenti.

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Diario australiano: In viaggio tra i ricordi

Sonego, vecchio pittore, scriveva a mano con una calligrafia bella e piccola. Scriveva per il produttore e per se stesso. Per il produttore teneva un'agenda di sopralluoghi, nomi, indirizzi, talpe, piste da ricordare. Per se stesso registrava, o meglio dettava i copioni alla moglie e poi li recitava a Sordi, dei flussi puri di un cinema mentale di inquadrature come filmate da un oblò o da un sedile e montate e rimontate nel letto dell'albergo. "Scrivere così, sempre, tutta la vita, senza mai fermarsi... ma non per gli altri, per se stessi, perché ogni istante sia vissuto, goduto o sofferto. Invece, proprio da questi sedili, guardando da questi oblò quanti paesaggi ho perduto: non avendoli descritti o disegnati sono perduti per gli altri ma anche per me stesso".

Diario australiano è un diario di bordo, appunti dei sopralluoghi visitati da Sonego in cerca di ispirazione per scrivere la sceneggiatura di un film che raccontasse la vita degli immigrati italiani.
Il film che seguirà a questi appunti è il celebre Bello, onesto, emigrato Australia, con Alberto Sordi nei panni dell'immigrato che non ha fatto fortuna e Claudia Cardinale nella parte di una prostituta che lascia l'Italia per sposare in Australia un perfetto sconosciuto. Leggendo il diario si ritrovano con facilità gli spunti, gli incontri, le esperienze che Sonego ha fatto durante il viaggio in questo vasto continente che poi lo hanno ispirato e che infatti ritroviamo nel film. Come l'incontro con il tassista di Brisbane che gli mostra una sua fotografia che diventerà il fulcro di tutta la storia.
"Nella misera baracca prefabbricata del tassinaro di Brisbane c'era un televisore a gettoni in bianco e nero. E sopra al televisore c'era una foto con una delle immagini più incredibili che io abbia mai visto in vita mia. Sullo sfondo di una piantagione di canna da zucchero erano ritratti tre operai italiani in posa, di cui erano sicuramente meridionali, uno un po' più alto, l'altro più tozzo. Le teste di questi tre uomini erano legate fra di loro da un lunghissimo serpente che avevano trovato fra le canne e avevano ammazzato". Sonego ha una vera passione per i viaggi e la scrittura, appunta in modo maniacale tutti i particolari che sa per esperienza possono essergli molto utili per realizzare un'ottima sceneggiatura. Ma questo non è solo un viaggio per raccontare un film, è anche un tuffo tra i ricordi di quando ragazzino ascoltava la madre leggere le lettere del padre che per qualche anno era emigrato in Australia come tanti in cerca di fortuna. E ancora di più un viaggio per rivedere la sorella che vive in Australia con il marito e i figli dopo oltre venti anni.


Laura Laera  (13-10-2007)

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