?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
La macchina in Corsia Undici
The Machine In Ward Eleven
Charles Willeford 
blank
Racconto, Stati Uniti 1961
70 pp.
Prezzo di copertina € 5,50
Traduzione: Matteo Codignola
Editore: Adelphi , 2007
ISBN 978-88-459-2167-4


Adelphi

Rinchiuso in un ospedale psichiatrico, Jake Blake, regista con qualche problema di attinenza alla realtà, deve confrontarsi con una nuova vita fatta di farmaci, infermieri, corridoi, incubi e l'alta tensione in fondo alla Corsia Undici

naldina naldina naldina naldina naldinagrigio

La macchina in Corsia Undici: Qualcuno volò sul nido del cuculo, follia ed elettricità secondo Charles Willeford

Quello che ci resta, a fine partita, sono i ricordi, e la capacità di ridere della nostra follia, o della nostra stupidità.

Lontano dalla serie dedicata ad Hoke Moseley, Charles Willeford sembra conoscere, e in parte condividere, le riflessioni di Schopenauer sulla follia e sulla memoria, ovvero che la prima si manifesta come nemesi della seconda. Il protagonista di questo breve racconto, apparso per la prima volta su Playboy nel 1961, è il primo a comprenderlo quando dice: "La questione non è il dolore, è che non voglio perdere la memoria. I miei ricordi non saranno un granché, ma non mi rimane altro, e li voglio, li voglio tutti". In effetti, Blake, un nome fin troppo evocativo, si trova in un cul de sac o meglio, per restare negli ambiti delle patologie psicologiche, in una tipica situazione da Comma 22: se non ammette di essere folle, e quindi di osservare le regole e gli inviti dell'istituzione, (ovvero se non collabora) lo aspetta un trattamento più duro, ma se si convince e/o convince le istituzioni della sua follia, ogni cura è possibile, compresa la macchina della Corsia Undici, cioè l'elettroshock. Il ribaltamento dei ruoli, imprevisto e repentino, conferma l'identità deviante di Blake e la follia dell'elettroshock e se un piccolo racconto, quale è La macchina in Corsia Undici, non consente di trarre considerazioni definitive o soltanto una valutazione morale (è più folle il folle o il medico che gli prescrive l'elettroshock?) di sicuro suggerisce in poche dozzine di pagine un'atmosfera plumbea, l'odore della claustrofobia con una taglio netto, nitido, preciso, essenziale nella forma ed incisivo nel ritmo, con pochi ed essenziali dettagli che bastano a creare un mondo credibile (se non proprio realistico), prerogativa, quest'ultima, di ogni grande scrittore. Un piccolo capolavoro, da non perdere.

Marco Denti  (03-09-2007)

Leggi tutte le recensioni di Marco Denti


Vota il libro!
La media è 3.7 (44 voti)
 

Dello stesso autore
Miami Blues
Tempi d'oro per i morti
Tiro mancino
Playboy a Miami
Il cacciatore di donne
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom