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L'autobus di Stalin e altri scritti
L'autobus di Stalin e altri scritti
Antonio Pennacchi 
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Saggio, Italia 2005
122 pp.
Prezzo di copertina € 13
Editore: Vallecchi , 2005
ISBN 9788884271167


Vallecchi

Attraverso argomenti diversi, che spaziano dalla storia al costume, l'autore offre una ricostruzione della realtà che abbatte ogni barriera del politically correct. Utilizzando il paradosso non come puro gusto estetico per la provocazione ma nel senso etimologico di sfida al luogo comune, al conformismo, elabora uno strumento di autodifesa basato sulla logica pura, contro i sofismi e la banalità. Un testo denso di citazioni, rimandi, ragionamenti che scava dentro i vizi della nostra intellighentia, espresso nello stile inimitabile dello scrittore pontino: colorito, arguto, spesso esilarante.

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L'autobus di Stalin e altri scritti: Una realtà che abbatte ogni barriera del politically correct

Ma perchè -mi chiedo - l'inequivocabile frutto dei miei lombi non si vuole mettere il casco?

Antonio Pennacchi è salito agli onori della cronaca per aver scritto il libro da cui è stato tratto un bel film italiano: Mio fratello è figlio unico, di Daniele Luchetti. La pellicola era tratta da Il fasciocomunista. Vita scriteriata di Accio Benassi, del 2003, in cui le sue doti di scrittore arguto e profondo conoscitore della società italiana venivano fuori con grande e ironica maestria.
Vale quindi la pena di riprendere in mano un bel testo di qualche anno fa e di scandagliare le opinioni e la personalità di questo interessante autore: L'autobus di Stalin è una raccolta di saggi, ma è anche il galoppo sfrenato di un Io Narrante che dispiega la sua capacità di osservazione in un presente contraddittorio e insieme affascinante.
Pennacchi usa il metodo del paradosso: partire da un modellistico worst case (la cosa peggiore che possa accadere) per interrogarsi ed interrogare, conducendo un interessante gioco dialettico dagli esiti spesso imprevedibili.
Nel saggio che dà il titolo alla raccolta l'autore scandaglia gli orrori/errori dello stalinismo, senza mai perdere la sua verve ironica. Ne La moglie di Fini e le fonti di Bossi: noumenologia del calcio, ammette di farsi prendere la mano dallo spirito ludico. Ma forse uno degli episodi più riusciti, forse anche perchè direttamente esperito da Pennacchi, è Homofaber. L'uomo, l'azienda e la globalizzazione: con uno sguardo disincantato e spassionato, l'autore parla di una vita aziendale che ben conosce, analizzandone struttura, ritmi, antinomie e scenari futuri. Molti manager dovrebbero dilettarsi con l'acuta lettura della factory messa su carta da questo ex operaio, che ha trasferito esperienza e sensibilità su carta diventando così una voce fuori dal coro, e per questo molto intonata, di tanta "letteratura" italiana contemporanea.


Martina Montauti  (03-09-2007)

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