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Massime di un minimo
Massime di un minimo
Gianmario Camboni 
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Romanzo, Italia 2007
55 pp.
Prezzo di copertina € 7
Editore: AndreaOppure , 2007
ISBN 9788889149935


AndreaOppure

Dalla quarta di copertina: "Tra riflessioni e anatemi, un'analisi puntuale delle storture dell'Italia contemporanea scandita da un sarcasmo salutare. Ecco lo sconforto di un popolo, perennemente alle prese con lamentele gratuite, corruzione a ogni livello e un rispetto per il cittadino che rasenta il paradossale. Ma non ci si arrende, almeno finché si ha la forza di riderci su."

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Massime di un minimo: Frasi leggere, o farsi leggere?

La vita, l'essere al mondo, sono una cosa stupenda e, se ci è stata concessa questa "grazia", dovremmo cercare di sfruttare al massimo questa nostra possibilità, non dobbiamo assolutamente dimenticarci che un giorno, chissà sotto quale forma, ci verrà chiesto di pagare un tributo per sdebitarci.

Recensire un libro come questo è un'operazione disarmante. Non tanto per i contenuti, o le opinioni dell'autore. Ma per il senso stesso della parola "libro", la sua forma, il suo valore. In questi anni, il proliferare di libri ad opera, vera o presunta, di personaggi famosi che "sentono il bisogno" (lo speriamo!) di prendere un mano carta e penna per comunicare, a parole, un loro pensiero, ha dato adito ad una serie di tentativi, più o meno riusciti, di pubblicazioni ad opera di chi, di mestiere, fa nella vita tutt'altro. A volte va bene, a volte no. Ma senza dubbio alcuno, l'Italia è una nazione nella quale vivono più scrittori che lettori, con le ovvie ripercussioni sulla qualità del nostro panorama editoriale.
Ciò detto, di certo questo libro purtroppo non spicca per l'originalità di quanto racconta. L'onestà dell'autore, tuttavia, nel non riconoscersi, sin dal preambolo, un genio della penna, concede volentieri l'indulgenza che invece non si offre alla prosopopea arrogante (e spesso abbinata all'ignoranza) di qualche personaggio famoso convinto che scrivere non sia un bisogno intimo, ma uno slancio promozionale, magari a ridestare una popolarità appannata.
Camboni si muove sul piano di un'umiltà quasi d'altri tempi, e il suo pensiero, nonostante non brilli per lungimiranza o introspezione (sembra di leggere il pensiero dell'italiano medio; e se certi autori hanno successo, di fatto, non c'è ragione per cui questo libro non possa essere edito, e trovare il proprio pubblico), è onesto e pulito. Un qualsiasi nostro connazionale, non abituato a leggere narrativa o saggistica, troverebbe certo in questo libro motivi di interesse, magari perché no un riconoscimento, uno specchio dei propri pensieri, un controcanto ai luoghi comuni del nostro tempo che qui sembrano essere sintetizzati, enumerati ed asciugati.
Ciò che non si può sorvolare invece è la revisione editoriale. Molti gli errori di grammatica o sintassi, quasi in ogni pagina. Dal momento che non si ritiene possibile che le migliaia di libri pubblicati a firma di descolarizzati personaggi famosi nel settore dello spettacolo o dello sport possano essere stati scritti esenti da svarioni lessicali o grammaticali, non c'è ragione per cui anche un libro semplice come questo non possa essere stato rivisto con la cura e l'attenzione che quantomeno il rispetto verso il lettore dovrebbe comunque comportare.
Una lettura popolare può essere semplice e curata. Il rimprovero a questo libro non è sui contenuti (che in fondo sono comunque cristallizzati dentro ciascuno di noi, piaccia o meno), ma sulla forma. Provaci ancora, Gianmario!


Alberto Campagnolo  (01-08-2007)

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